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Covid, nuova ordinanza a Polla: regole per sfamare cani e gatti randagi

Per i prossimi dodici mesi, per non rischiare una multa dai 25 ai 250 euro, il cibo agli animali senza padrone va somministrato "lontano dalle strade di grande transito veicolare, come ad esempio le strade statali, regionali o provinciali"

Per dare da mangiare a cani e gatti randagi bisognerà rispettare regole ben precise. Nello specifico, quattro, messe nero su bianco in un'ordinanza dal sindaco di Polla, Massimo Loviso, firmata a tutela "dei cani randagi vaganti e delle colonie feline".  Per i prossimi dodici mesi, per non rischiare una multa dai 25 ai 250 euro, il cibo agli animali senza padrone va somministrato "lontano dalle strade di grande transito veicolare, come ad esempio le strade statali, regionali o provinciali". Inoltre, "va posto in apposite scodelle che vanno rimosse al termine del pasto e comunque non oltre le due ore dalla loro apposizione, lasciando l'area pulita da qualsiasi residuo alimentare". 

L'ordinanza 

 Tra i divieti, quello di dar da mangiare agli amici a quattro zampe "in prossimità degli esercizi commerciali di generi alimentari, delle attivita' di ristorazione sia che facciano somministrazione che asporto, dei bar, dei pub, delle pasticcerie, delle chiese, delle scuole, dell'ospedale e dei laboratori medici" e "all'interno del cimitero e nelle strade che lo circondano". Questa regolamentazione e' apparsa necessaria in quanto il territorio comunale, costeggiando il fiume Tanagro, vede uno spostamento di cani randagi e di colonie feline da un comune all'altro del Vallo di Diano che ha fatto sì che si incrementasse "in modo significativo la presenza dei felini vaganti sul territorio di Polla pur provenendo da altri comuni limitrofi". Ma anche dall'aver preso atto di alcuni comportamenti di "certi cittadini, soliti portare ingenti quantitativi di alimenti per animali in determinate zone ivi compreso l'interno del cimitero comunale", che "hanno fatto crescere in modo innaturale le colonie feline, con grave pregiudizio anche delle condizioni igienico sanitarie di questi luoghi".

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