Covid e sanità: stop ai ricoveri programmati nelle strutture private

Il segretario provinciale Pietro Antonacchio, insorge: “La Campania sta scontando oggi i ritardi di almeno cinque mesi. Adesso basta"

Stop ai ricoveri programmati anche nella sanità privata. La notizia è di oggi e la Cisl FP, attraverso il segretario provinciale Pietro Antonacchio, insorge: “La Campania sta scontando oggi i ritardi di almeno cinque mesi. Si prospetta un prosieguo anche per l’anno 2021. L'unità di crisi regionale ha disposto la sospensione delle attività ambulatoriali e dei ricoveri programmati sia medici che chirurgici alle Case di Cura Private Accreditate e agli Ospedali Classificati del Sistema Sanitario Regionale". 

Le conseguenze

"Significa che gli screening non sono importanti, una ernia al disco non sarà operata, interventi di piccola chirurgia seppur non vitali saranno disdettati e non messi in lista d’attesa per i prossimi mesi, e quanto possa essere indispensabile in chiave di prevenzione, diagnosi e cura comunque importanti per la vita di una persona, non sarà effettuato. Altre patologie seppur rientranti nei livelli essenziali di assistenza, per la regione Campania evidentemente non son cosi essenziali. Questa disposizione emanata dalla Regione non farà altro che aumentare l’afflusso dei pazienti con patologie varie in attesa di diagnosi e in attesa di screening negli ospedali che hanno già dimostrato inefficienza e mancanza di organizzazione. Lamentiamo mancata individuazione dei percorsi Covid, che determina il contagio per numerosi operatori sanitari. Non è facile stimare il danno alla salute ma qualcosa si può immaginare. Occorre evitare il panico e l’unica strada è dare risposte veloce ai diversi bisogni dei cittadini, a chi ha il sospetto di essere stato contagiato, a chi è positivo, ma anche a quanti devono eseguire uno screening o un intervento di chirurgia E’ di fondamentale importanza quindi il sostegno degli enti convenzionati accreditati. Suggerimenti e idee il sindacato li ha. Manca, però, il confronto a livello regionale e in ogni singola azienda. De Luca cominci a pensare che da solo non ce la può fare. Deve confrontarsi con tutte le parti sociali, anche in considerazione che tutti gli strumenti messi in campo e i dirigenti che stanno operando risultano inadeguati a gestire una situazione complessa ed esplosiva”. 

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