Covid e Unisa, il messaggio di Luca Esposito agli studenti

I ringraziamenti del membro del Consiglio di Amministrazione dell'Ateneo salernitano

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Le calde e soleggiate giornate d’estate hanno da sempre avuto su di me un effetto benefico: vedere la natura tutt’intorno risplendere vigorosa mi fa riflettere sul fatto che l’esistenza di ognuno di noi si divide tra uno zenit proprio dei giorni migliori e un nadir di quelli più difficili.
E’ lapalissiano che questo 2020 non sia iniziato sotto i migliori auspici. La situazione emergenziale con cui ci siamo improvvisamente trovati a convivere ha imposto agli organi decisionali la necessità di adottare misure draconiane, talvolta risultate impopolari.
L’epoca coeva – caratterizzata dall’affermazione dei social network – ha gradualmente trasformato la dinamica democratica in qualcosa che mi piace definire “regno dell’omofilia”: si cerca soltanto una conferma delle proprie idee, confrontandosi soltanto con esse. Questo fenomeno è spesso foriero di bassa predisposizione ad ascoltare le idee altrui, qualora esse siano divergenti dalle nostre.
Una siffatta dinamica rende ancora più difficile il lavoro di chi quotidianamente svolge attività politica e di decisione sociale. 

E’ per questo motivo che desidero ringraziare gli organi apicali dell’Università degli Studi di Salerno per il lavoro svolto negli ultimi mesi: non è mai facile ponderare tutti gli interessi in gioco in momenti così complessi.
Il mio sentito ringraziamento va a tutti i dipendenti dell’Ateneo, i quali non hanno mai smesso di svolgere con diligenza e deontologia professionale il loro lavoro.

Nutro un infinito senso di gratitudine verso il Magnifico Rettore Vincenzo Loia che – interpretando al meglio il ruolo che ricopre – è riuscito in ogni frangente a mantenere l’atteggiamento che un esperto capitano deve assumere nei confronti dell’oceano in tempesta: rispetto, ma nessuna paura.
Soprattutto grazie al suo impegno saranno a breve approvate ulteriori misure economiche nell’ambito del diritto allo studio, volte ad infondere maggiore serenità per il futuro agli studenti e alle loro famiglie.

Ma grazie soprattutto a voi, a noi studenti. 
Grazie perché, anche se sarebbe stato molto più semplice scegliere il timore, avete virato sulla speranza.
Grazie per aver sopportato mille pressioni emotive diverse ma, con mente ostinata, avete comunque resistito.
Grazie perché, nonostante la vostra mente vi inducesse ad essere pessimisti, avete sempre fatto vincere l’ottimismo attraverso una ferrea volontà.

Vorrei chiudere con un auspicio. Mi piacerebbe tornare a vedere i corridoi, le piazze, i bar, ogni angolo dell’Ateneo riprendere vita attraverso la nostra presenza. 
In fondo l’università siamo noi: parafrasando scherzosamente una famosa canzone, “nessuno si senta offeso”.

Ognuno di noi continuerà, minuto dopo minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno, per far sì che questo accada il più presto possibile nella più totale sicurezza.

Sono certo che se le statistiche continuano a premiarci è perché chiunque faccia parte del nostro ateneo, qualsiasi ruolo ricopra, ha ben chiaro nella sua mente che l’asticella delle aspettative va elevata senza posa: d’altronde la cosa migliore che si può fare è sempre quella che si deve ancora fare.

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