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Crescent: Bofill, Sgarbi e De Luca lo difendono

L'architetto difende il grande edificio da lui progettato per completare il lungomare di Salerno ed al centro di polemiche oltre che dell'attenzione della magistratura

"In tutti i Paesi quando si effettuano interventi emblematici alimentano polemiche, ma con questa violenza non lo avevo visto fino ad ora". A dirlo l'architetto Ricardo Bofill a margine dell'incontro al Comune di Salerno, "Italia Viva". Per una carta del rinnovo urbano, in riferimento al Crescent l'edificio da lui progettato per completare il lungomare di Salerno ed al centro di polemiche oltre che dell'attenzione della magistratura.

"Dappertutto, da Parigi al Giappone - aggiunge l'architetto che ha progettato il Crescent - le opere emblematiche scatenano pareri controversi, animano i politici e le comunità. Questa è una cosa normale. Non so perchè si è scatenata questa polemica. In altri posti quello che accade è che si registra una problematica generale, c'e' una problematica di città, con un caso particolare che si sente di più e su quel caso si monta una scena. Io so solo che, in collaborazione con il Comune, abbiamo lavorato su un progetto che è stato realizzato così come immaginato. Sarò soddisfatto solo quando lo vedrò finito".

In merito al fatto che il ministero per i Beni e le Attività Culturali si è costituito al Consiglio di Stato, in occasione dell'udienza sul Crescent del prossimo 11 marzo, l'architetto dice solo di "non essere un amministrativo. Non entro - conclude Bofill - nel merito. Io, comunque, amo il ministero dei beni culturali". A difendere il crescent anche il critico Vittorio Sgarbi: "Oggi sono qui a rinnovare il mio pentimento e sono sempre più convinto che il progetto sia compatibile con l'idea di una citta' viva. Nella mia vita - rimarca - ho vissuto una condizione opposta al sindaco salernitano visto che io ho sempre tentato di impedire scempi paesaggistici e per questo dalle associazioni che mi hanno visto qui a Salerno a parlare del Crescent sono stato etichettato come un pentito".

Poi aggiunge: "Non capisco come la gente si accanisca contro il 'mostro' Crescent e tolleri, invece, edifici obbrobriosi in città proprio come Palazzo di Citta' o il palazzo dell'Inail. Magari a Firenze ci fosse stato un sindaco come De Luca, che a mio avviso nasconde in se' un architetto. Questo abbraccio verso il mare mi sembra una soluzione molto piu' coerente di questo Palazzo di Citta', inutile gigantismo con una sala così grande che puo' andar bene solo per i discorsi del sindaco De Luca, ultimo sindaco che commemora il duce". "L'impresa di De Luca - sottolinea Sgarbi - va valutata per la sua originalità e per il suo decisionismo. Cosa hanno fatto la Iervolino e de Magistris a Napoli? Loro sono il segnale della totale impotenza".

Secondo Sgarbi "non si puo' aggredire il primo sindaco di Italia coperto da indagini giudiziarie da parte di magistrati che lavorano un giorno al mese e che ha una cattiva stampa che lo dipinge come se fosse un distruttore. Inoltre ha a che fare con alcune associazioni come Italia Nostra, No Crescent, Figli delle chiancarelle e Giù le mani dal porticciolo. Mi piacerebbe che queste persone guardassero con lo stesso interesse anche palazzi cittadini ben piu' brutti".

A tutto campo anche il discorso di De Luca, che riferendosi alle polemiche sul Crescent dice: "Il dibattito culturale è  fondamentale. Nessuna opera importante è stata oggetto di dibattito, persino il Colosseo o la Torre Eiffel ne sono stati protagonisti. L'importante e' capire chi decide, e non ci si fermi al dibattito. Una volta concesso il permesso a costruire - spiega il primo cittadino - si deve andare avanti altrimenti davvero l'Italia rischia di scivolare sempre piu' in basso. Ci sono 74 associazioni legittimate a proporre un ricorso al Tar e bloccare i lavori, tra queste, per citarne alcune, l'associaziome nazionale rangers d'Italia, il Movimento italiano genitori, l'Associazione Vittime della caccia. Questo e' assurdo".

Sulla posizione assunta dal ministero per i Beni e le Attività Culturali e sulla prossima pronuncia del Consiglio di Stato, il sindaco afferma: "Non succede nulla, sembra che annunciate l'invasione dell'Afghanistan, quest'ultimo già e' stato invaso. Questa situazione descrive semplicemente la palude burocratica del nostro Paese. In nessun paese al mondo quando un edificio e' arrivato all'ultimo piano, si apre il dibattito. E' una cosa assolutamente ridicola". Secondo De Luca "in questo momento c'e' un ulteriore passaggio al Consiglio di Stato perche' dopo la sentenza del Consiglio di Stato un funzionario del Ministero ha detto ma come si interpreta la sentenza del Consiglio di Stato?' e quindi ora torniamo anche per avere l'interpretazione sulla sentenza. Questo è un Paese demenziale e non moderno. La drammaticità e' che la gente se ne deve andare per vivere".

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