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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Crescent, Italia Nostra e comitati per il no stilano un dossier

Lo studio realizzato da associazioni e comitati ribadisce la contrarietà alla costruzione dell'edificio, voluto dal sindaco De Luca. Il 23 ottobre si esprimerà il Consiglio di Stato

"Shock in my town": questo il titolo, che riprende una canzone di Franco Battiato, del dossier sul Crescent preparato dall'associazione ambientalista Italia Nostra e dai comitati Salviamo il paesaggio e NoCrescent. Un voluminoso dossier nel quale gli oppositori alla costruzione dell'edificio fortemente voluto dal sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ripercorrono le tappe della vicenda Crescent, che negli ultimi mesi è stata caratterizzata da numerosi colpi di scena, in attesa che il Consiglio di Stato si esprima, il 23 ottobre, in maniera definitiva sulla prosecuzione o meno dei lavori per la Mezza Luna Crescente progettata dall'architetto spagnolo Ricardo Bofill. Colpi di scena che hanno preso il via con la sospensione dei lavori, lo scorso giugno, decretata dal Consiglio di Stato.

LA "FRAGILITA' DELL'AREA" - Nell'area di Santa Teresa sono (o erano) in corso lavori per la realizzazione di piazza della Libertà e dell'edificio Crescent, un condominio destinato alla vendita a privati. Ciò che i comitati e gli ambientalisti di Italia Nostra hanno sempre contestato all'amministrazione comunale di Salerno sono "la fragilità idrogeologica dell'area e il notevole impatto ambientale della costruzione dell'edificio". Una fragilità che è venuta fuori con i crolli che hanno interessato una parte della piazza, tanto che il sindaco Vincenzo De Luca in persona, il mese scorso, ha annunciato che parte della piazza sarà appunto "demolita e poi ricostruita, ma non a spese del comune". Il primo cittadino di Salerno è infatti fermamente intenzionato a portare avanti l'opera.

IPOTESI SUI CROLLI - Crolli sui quali ha aperto un'inchiesta la procura della Repubblica di Salerno, che indaga appunto per capire cosa abbia determinato i cedimenti nel cantiere. Diverse le ipotesi che si sono rincorse: dalla "interferenza" dei lavori per il Crescent con quelli di piazza della Libertà ad un'altra ipotesi, relativa alla bomba rinvenuta nel cantiere lo scorso luglio e lì fatta esplodere sotto metri cubi di terra: secondo alcuni sarebbe stata l'onda d'urto dell'ordigno a provocare poi le crepe in alcuni pilastri della piazza.

LAVORI SOSPESI - Intanto, i lavori sono sospesi nel settore 1 per decisione del TAR. Italia Nostra e NoCrescent avevano chiesto inoltre alla procura della Repubblica di Salerno il sequestro penale del cantiere. Un richiesta che aveva seguito il via libera da parte del Consiglio di Stato, lo scorso luglio, per i lavori "sino al livello della piazza", mentre per quelli del Crescent l'organo si esprimerà ad ottobre.

IN ATTESA DELLA SENTENZA - Un dossier quindi per ribadire il "no" alla realizzazione del Crescent, in attesa che appunto il Consiglio di Stato dica la sua con la sentenza del 23 ottobre. Su parti del cantiere gravano già provvedimenti di sequestro. Nei giorni scorsi un presidio di cittadini, comitati e associazioni (tra cui appunto Salviamo il paesaggio e NoCrescent) aveva avuto luogo nei pressi del cantiere, per dire ancora una volta "no" al Crescent. A Salerno tuttavia c'è anche chi ritiene che il Crescent sia non un "ecomostro" ma una "grande opera di architettura contemporanea", in primis appunto il sindaco De Luca: la parola passa ora al Consiglio di Stato.

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