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Crescent, gli ambientalisti scrivono a Mattarella: "A Salerno succede di tutto"

"L’amministrazione cittadina - si legge nella lettera - guidata dall’ex sindaco De Luca, ha avviato la costruzione di un mastodontico fabbricato". Stoccata contro la Soprintendenza

Le associazioni ambientali salernitane, che si battono contro la costruzione del Crescent, hanno inviato una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per spiegare le ragioni di un "impegno civico che è in linea con le parole espresse poche ore fa dal Capo dello Stato sulle tematiche ambientali che interessano il Paese. “Quel che il presidente ha denunciato, a Salerno è già avvenuto” si legge nella nota che riprende il pensiero del presidente sulla necessità della tutela del paesaggio, sulla urgenza della adozione di politiche che favoriscano una corretta gestione del territorio anche ai fini della prevenzione dei disastri e dei dissesti ambientali.

"È per questo - si legge nella missiva - che abbiamo apprezzato il richiamo all’attenzione dei temi ambientali che Lei ha voluto fare già all’atto della Sua investitura. Ancor di più condividiamo le parole che Lei ha pronunciato in queste ore, in occasione delle celebrazioni della Festa della Donna, contro la politica dell’emergenza che predomina nelle questioni ambientali sottolineando come la mano dell’uomo è spesso alla base di dissesti, alluvioni, frane, che sono pericolosi per la vita dei cittadini e comportano un dispendio di energie e risorse pubbliche. Lei ha quindi voluto richiamare lo Stato alla salvaguardia dell’ambiente poiché la nostra terra, riportiamo testuale le trascrizioni delle agenzie di stampa è minacciata da comportamenti che infliggono ferite, lacerazioni, mutilazioni prodotte anzitutto da speculazione e avidità”.

Poi gli ambientalisti aggiungono: "Signor presidente, speculazione e avidità hanno inferto una ferita profonda nel cuore della città di Salerno. L’amministrazione cittadina guidata dall’ex sindaco Vincenzo De Luca, ha avviato la costruzione di un mastodontico fabbricato denominato Crescent, progetto a firma dell’architetto catalano Bofill. Una costruzione che contornerà piazza della Libertà, un solaio di copertura di un parcheggio che poggia su un colonnato dorico. Un complesso che vedrà utilizzare centocinquantamila mila tonnellate di calcestruzzo da innalzarsi nei pressi della storica spiaggia di Santa Teresa, area pregiata e vincolata che chiude il noto lungomare, a immediato ridosso del centro antico e dello storico Teatro Giuseppe Verdi”

"Tutta l’area - spiegano - è stata cementificata in spregio di tutti i vincoli paesaggistici, urbanistici, ambientali e di difesa del suolo e della costa, su di essa gravanti. Una muraglia di cemento che ha già stravolto un pezzo di città: tratti emblematici del lungomare cittadino e del centro storico hanno visto chiudersi la visuale verso il mare e verso la Costiera Amalfitana dall’enorme complesso residenziale. In sintesi, una pesante colata di cemento che ha alterato per sempre un paesaggio urbano dal valore acquisito, riconosciuto. È da dire che le critiche del movimento No Crescent sono state ampiamente condivise da migliaia di cittadini che hanno aderito alla nostra campagna. Significative sono state anche le prese di posizione contrarie al progetto espresse da personalità di respiro nazionale e internazionale come Gillo Dorfles, Salvatore Settis, Tomaso Montanari, Oriol Bohigas, Gian Antonio Stella e tanti altri".

Infine la denuncia contro la Soprintendenza: "In relazione a tale mastodontica opera - scrivono gli ambientalisti - sotto il profilo paesaggistico, la Soprintendenza ha lasciato formare un atipico silenzio-assenso".

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