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Crescent (progetto)

Crescent (progetto)

Crescent, i sigilli restano per scongiurare altri illeciti: parla Rainone

Resta anche la questione spinosa degli oneri accessori che dovevano essere a carico degli imprenditori (per un totale di tre milioni di euro). Invece sono stati pagati dal Comune

Il "no" al dissequestro del Crescent è legato al rischio di ulteriori illeciti che potrebbero essere commessi. Tra le ragioni del rigetto dell’istanza avanzata dai costruttori, vi sono il mancato rispetto dei vincoli paesaggistici e la questione spinosa degli oneri accessori che dovevano essere a carico degli imprenditori (per un totale di tre milioni di euro). Invece sono stati pagati dal Comune. La Crescent srl, la società di Eugenio Rainone che sta realizzando l’intervento, lamenta l’esposizione economica alla quale la società è costretta.

Come riporta il quotidiano La Città, l'imprenditore ha fatto il punto: "Ogni anno paghiamo un milione di euro di interessi passivi agli istituti di credito, 3mila euro al giorno – ha dichiarato Eugenio Rainone, titolare della Crescent srl – Ad oggi sono stati investiti circa 50 milioni di euro: 20 per l’acquisto dei diritti edificatori, 7 per gli oneri e 23 per parte della costruzione. L’opera è praticamente ultimata, ma abbandonata. È diventata un centro di bivacco e siamo costretti a sollecitare di continuo le forze dell’ordine". E  martedì prossimo si torna in aula per il controesame della presidente di Italia Nostra, Raffaella Di Leo, teste dell’accusa. Sul banco degli imputati ventidue persone, tra le quali il presidente della Regione, Vincenzo De Luca.

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