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Crescent bloccato, tutte le reazioni dei movimenti e delle associazioni

Una pioggia di reazioni e commenti si è scatenata tra movimenti, partiti ed associazioni del nostro territorio, a seguito della sentenza della quarta sezione del Consiglio di Stato che ha bloccato il Crescent di Salerno

Piovono commenti e polemiche, a seguito della decisione del Consiglio di stato di bloccare il Crescent. "Il Crescent fa acqua da tutte le parti", lo slogan di Alternativa Comunista, per iniziare. "Non ci riferiamo alla clamorosa scoperta delle copiose infiltrazioni d'acqua nelle fondamenta che, in un'opera costruita in riva al mare e alla confluenza della foce di un fiume, persino un geometra appena diplomato avrebbero potuto ipotizzare, mentre pare siano sfuggite alla archistar Ricardo Bofill, con un ulteriore danno per la collettività di 8 milioni di euro -hanno spiegato in una nota - Noi ci riferiamo invece alla pronuncia del Consiglio di Stato, che, pur non entrando nel merito della controversia, ha frattanto sospeso i lavori del Mostro di Salerno, ravvisando per la collettività un danno grave e irreparabile".

"Ciò che è importante sottolineare è il passaggio dell'ordinanza sospensiva, laddove si fa riferimento alle ragioni del danno che consistono, non solo nella difficilmente reversibile trasformazione dello stato dei luoghi, ma anche nella clausola del contratto stipulato fra il Comune di Salerno e la società Crescent Srl per cui il rischio proprio degli esiti delle azioni giudiziarie pendenti in relazione all'immobile è assunto dalla parte pubblica - ha aggiunto il coordinatore del Pdac, Valerio Torre - Si conferma, in altri termini, ciò che il Partito di Alternativa Comunista ha da sempre denunciato e, in particolare, nella passata campagna elettorale: la costruzione del Crescent rappresenta una speculazione edilizia ai danni dei cittadini e a tutto vantaggio dei palazzinari e dei cementificatori".

Non si lasciano attendere, intanto, le reazione del Movimento Cinque Stelle: "Nel marzo 2009 un gruppo di cittadini si riunì per iniziare una battaglia di legalità, di difesa del paesaggio, di contrasto alla cementificazione selvaggia -ricordano dal Movimento - Una battaglia che si sposa appieno con lo spirito di chi si sente partecipe agli ideali del MoVimento. Semplici cittadini che chiedono di non svendere il patrimonio della collettività. Lo Stato siamo noi cittadini che tutti insieme concorriamo al perseguimento del benessere della comunità - hanno concluso - Un benessere che si vuole sganciare dal binomio felicità-possesso per raggiungere un livello superiore basato sul benessere come senso di condivisione e partecipazione collettiva".

Il blocco del Crescent, a seguire, rappresenta  una grande vittoria per tutti i salernitani, secondo Fare Verde Salerno: "Porta grande soddisfazione  l'esito positivo del ricorso di Italia Nostra in Consiglio di Stato- sottolineano dall'associazione - È una grande vittoria raggiunta dagli avvocati Agosto e Morena, mettendo uno stop alla creazione dell'ecomostro Crescent". Rivolgendosi agli artefici del progetto, poi, i volontari lanciano un appello: "Ora ridate alla natura ciò che gli avete tolto, rivogliamo la spiaggia storica di Santa Teresa com'era prima.” Sempre più perplessa dinanzi alle "scelte insensate dell'amministrazione comunale in materia edilizia e in particolare dell'assessore all'Ambiente Calabrese", Fare Verde auspica che "il signor Sindaco e la sua Giunta facciano un passo indietro come segno di rispetto a tutti i salernitani".

A pronunciarsi, ancora, Giovane Italia, per la quale intervengono sull'argomento Rosario Peduto, esponente salernitano del PdL, e Antonio Mola, componente del coordinamento provinciale del PdL e dell’Esecutivo provinciale di Giovane Italia Salerno: "L’ecomostro di Salerno va fermato – esordiscono Peduto e Mola - e ci auguriamo che questa ordinanza fermi, non solo temporaneamente, il Comune di Salerno nella sua disastrosa opera contro il territorio. Le archistar a Salerno - hanno aggiunto - sono di casa e quasi mai vincono concorsi. Inoltre, con il favore del Sindaco De Luca, hanno monopolizzato i grandi progetti e totalizzato milioni di metri cubi di pessima qualità e di bruttezze mondiali scopiazzate oltreoceano. Per di più, Vincenzo De Luca, e questa ordinanza lo dimostra - concludono - ha concesso loro di cementificare le coste e deturpare il paesaggio".

“Il ricorso è stato un atto dovuto - chiarisce Raffaella Di Leo di Italia Nostra Salerno - successivo alla mancanza di un confronto proficuo con la Pubblica Amministrazione di Salerno sull’intervento che si è programmato e si sta realizzando nell’area di Santa Teresa, interessata inoltre dalla presenza di un vasto bacino idrogeologico e del torrente Fusandola, deviato nel suo corso per permettere l’edificazione del Crescent”. Italia Nostra ha quindi ringraziato i cittadini salernitani e il gruppo figli delle chiancarelle per il supporto.

Cgil, Cisl e Uil, infine, le uniche voci discordanti sulla decisione del Consiglio di Stato. Per esprimere il loro dissenso, sulla sentenza, infatti, i tre sindacati stanno al momento tenendo un presidio davanti al cantiere salernitano.

 

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