Crisi idrica, Salerno Sistemi: "Niente sprechi, uso alimentare e igienico"

L'amministratore unico, Vincenzo Luciano, parteciperà ad un importante incontro in Regione, martedì prossimo. Si punta ad ottenere più acqua da Asis e Cernicchiara

Da sinistra, Dario Loffredo e Vincenzo Luciano

“La crisi idrica si è aggravata: meno acqua dalle fonti di approvvigionamento, alte temperature, disagi. Avevamo già contezza dell’emergenza ma siamo dovuti intervenire subito. Le manovre sono iniziate. Avremmo voluto evitare l’intervento nella zona occidentale di Salerno non perché esista una città di serie A e una di rango inferiore ma perché chiudere e aprire le condotte del centro cittadino significa esporci a danneggiamenti e perdite”. Vincenzo Luciano, amministratore unico di Salerno Sistemi, convoca una conferenza urgente a Palazzo di Città perché urgente, impellente, di stretta attualità è il tema da trattare. Si procede con il bilancino, anzi con il contagocce. “Abbiamo fatto piccoli interventi di rafforzamento nelle zone più critiche – precisa – non piove ormai da 10 mesi, tranne brevi scrosci. Se, come pare dalla lettura delle previsioni meteo, nei prossimi giorni dovessero esserci precipitazioni, potremmo verificare miglioramenti nei serbatoi tra qualche mese. Le condotte sono antiche. Il dato è nazionale e Salerno non fa eccezione, perché le condotte sono interrate. La Regione propone un intervento interessante: ristrutturazione totale, previo impiego di fondi europei. Se accadesse, lo scenario sarebbe diverso e rivoluzionario, entro due anni”. Nel frattempo, i salernitani hanno recuperato secchi e taniche di plastica: raccolgono acqua e si preparano a gestire la crisi, dalle ore 22 alle 6 

I motivi dell’accelerazione

In un primo momento, Salerno Sistemi aveva immaginato di intervenire ad inizio settimana. Il ripensamento, legato a cause di forza maggiore, è legato allo svuotamento improvviso di un serbatoio di prossimità, nella zona occidentale. “Abbiamo fatto verifiche – prosegue Vincenzo Luciano – e ci siamo accorti che in concomitanza con il rientro dei salernitani dalle vacanze il serbatoio del Cernicchiara era praticamente a secco. Dunque siamo intervenuti immediatamente, con avvisi anche attraverso l’altoparlante, facendo girare autovetture di servizio. Non bisogna, però, entrare nella psicosi da siccità, anzi è necessario evitare gli sprechi. Abbiamo notato, ad esempio, che mercoledì sera, intorno alle ore 20, dunque a due ore dalla riduzione annunciata, c’è stato un ulteriore svuotamento perché tutti hanno cominciato ad accumulare scorte, spesso fuori misure. L’acqua non va sprecata ma utilizzata per esigenze igieniche ed alimentari”. 

Le attività commerciali e le scuole

Tra due settimane aprono le scuole e martedì in Regione sarà affrontato anche questo ulteriore aspetto. Salerno Sistemi, però, lascia intendere che non dovrebbero esserci ripercussioni sul regolare svolgimento delle attività didattiche: la riduzione della portata d’acqua è fissata in calendario dalle ore 22 alle 6 e la mattina, dunque, i rubinetti non sono a secco. Dario Loffredo, l’assessore comunale al commercio, ha invece analizzato gli effetti della crisi idrica sulle attività cittadine. “Confido molto nella maturità e nella compostezza dei commercianti salernitani – ha detto – I serbatoi sono a secco. La zona occidentale fin qui non ha subito disagi. Nel cuore della city si concentra anche il maggior numero di B&B e fin qui tutti hanno potuto lavorare in serenità. Adesso è necessario intervenire, per cause di forza maggiore. Bisogna fare una scorta nei serbatoi che, in verità, molti locali hanno già”. 

Gli scenari

“Ad oggi, il quantitativo di acqua che si recupererà dopo l’incontro fissato martedì in Regione non risolverà la crisi - chiarisce Luciano – ci saranno sensibili passi avanti solo se Asis e Cernicchiara daranno più acqua, in contemporanea, al capoluogo”. Ecco i dati attuali e gli obiettivi a breve-medio termine: “Asis fornisce al momento 580 litri al secondo ma il quantitativo di risorsa idrica è fluttuante: in alcuni giorni si arriva a 560 e in altri a 580 perché apre e chiude le pompe ad Agropoli e ad Eboli. Cernicchiara gestisce 300 litri al secondo. Al momento, dà 90 litri al capoluogo e 190 alla costiera amalfitana ma la Regione proporrà 150 litri ciascuno. Era stato deciso di non penalizzare le zone a maggiore impatto turistico ma in alcuni territori della provincia il turismo comincia a diminuire. Salerno ha bisogno di maggiore approvvigionamento. Dove ridurre? Vedremo, non so se sarà già possibile ad Agropoli”. Lunedì, dunque alla vigilia del summit in Regione, l’amministratore unico di Salerno Sistemi incontrerà “chi 10 anni fa ha immaginato la costruzione di una rete duale. Se i costi non fossero eccessivi, potremmo decidere di percorrere questa strada per uscire dall’impasse. Se riusciremo a recuperare acqua a sufficienza, vorremmo – il condizionale è d’obbligo, perché dobbiamo verificare – restituire subito acqua alla zona orientale di Salerno, cui va il nostro plauso. Da due mesi, questa zona della città gestisce una situazione delicata, a fronte della chiusura sistematica dei serbatoi a Pastena ed a Torrione”

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Lo straordinario e le bollette

A proposito di costi, per la zona orientale l’emergenza idrica è costata fin qui 1500 euro al giorno. Adesso il fronte si sposta anche in zona occidentale e dunque l’esborso giornaliero va raddoppiato. Luciano, però, invita a non creare sotto classificazioni. Fornisce, invece, un dato complessivo, che fa ancora più rumore: 90mila euro per la gestione della crisi idrica, dunque quella estiva. Non vanno dimenticati, però, i costi già sostenuti per la rimozione e la sostituzione dei serbatoi in inverno, durante l’emergenza gelo. Luciano lo dice tra i denti, però lo dice: “Costi notevoli che vanno ad impattare sull’azienda. Se i conti non fossero stati in ordine – e per fortuna lo sono perché l’azienda è sana, Salerno Sistemi avrebbe avuto grossi problemi. Ovviamente questi esborsi sostenuti per le manutenzioni e il lavoro straordinario notturno devono essere assorbiti in bolletta”.  

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