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Crisi Sanità, l'Anfass raccoglie le firme di disabili e famiglie salernitane

Il presidente Parisi: "Se lo stato delle cose continuerà a rimaneretale il vicolo diventerà davvero cieco, con le strutture che saranno costrette a sospendere i trattamenti socio-riabilitativi"

“Dopo l’audizione in Regione Campania presso la Commissione Sanità e la sollecitata richiesta d’incontro presso la direzione generale dell’Asl di Salerno, non si sono registrati segnali nuovi o possibili soluzioni. Per la prima volta siamo di fronte a una situazione rispetto alla quale è davvero difficile poter immaginare futuri risvolti. Se lo stato delle cose continuerà a rimanere quello fin qui ripetutamente denunciato il vicolo diventerà davvero cieco, con le strutture che saranno costrette a sospendere i trattamenti socio-riabilitativi ed assietnziali per gli assistiti con disabilità". Lo dichiara il presidente dell'Anfass di Salerno Salvatore Parisi.

"Ancora una volta i cittadini con disabilità, i loro familiari e gli operatori sono mortificati da politiche territoriali e nazionali ingiuste e vessatorie. La stessa bozza di Legge di Stabilità recentemente approvata dal Governo Letta e in attesa di passare all’esame del Parlamento contiene elemnti di iniquità. Nel testo - spiega Parisi -  così come denunciato anche dal presidente nazionale dell’Anffas, Roberto Speziale, oltre al decremento dei finanziamenti per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali e per il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza vi sono indicate la nuova possibile modalità per ottenere l’indennità di accompagnamento e la stretta sulle agevolazioni fiscali, due fattori che incidono ovviamente in maniera preponderante nella vita di chi ha una disabilità".

Per il presidente dell'Anfas qualora le attuali notizie si rivelassero fondate "nel primo caso, a partire dal 1 gennaio 2014, le persone ultrasessantacinquenni con reddito (imponibile) superiore ai 40.000 euro annui - 70.000 Euro se coniugati - seppure in possesso dei requisiti sanitari oggi previsti non avrebbero più diritto al beneficio. Inoltre, anche chi avesse un reddito imponibile al di sotto dei limiti fissati, ma che sarebbero superati percependo l’indennità, riceverebbe un importo limitato al raggiungimento del limite medesimo. E ancora, chi fosse già titolare di indennità o abbia già ricevuto conferma del godimento della provvidenza economica e se in possesso di redditi superiori ai limiti fissati, non avrebbe più diritto alla rivalutazione annuale della prestazione".

Infine per quanto riguarda le agevolazioni fiscali "il Governo - conclude Parisi - probabilmente procederà alla riduzione delle detrazioni Irpef che oggi i contribuenti utilizzano al 19% e tra queste, oltre a ciò che riguarda i mutui o le polizze vita, rientrano voci più che note e ampiamente utilizzate come le spese mediche e quelle per le persone con disabilità. Non dimentichiamo, inoltre, che c’è sempre la questione del nuovo Isee, che considera un reddito la pensione sociale e di invalidità, con cui il mondo della disabilità dovrà fare i conti".

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