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La protesta

La protesta

Crollo al Nautico, i lavoratori dell'Arechi Multiservice: "C'è bisogno di noi"

Dura la Cgil: "Chiediamo a Canfora di essere ricevuti per illustrare anche a lui le difficoltà del settore. E' ancora sconosciuto se vi sia un reale importo destinato al recupero di alcuni edifici scolastici"

Quanto accaduto è la dimostrazione che i nostri controlli nelle scuole sono fondamentali. Canfora ne tenga conto”. E’ quanto dichiarano i 24 lavoratori dell’Arechi Multiservice a poche ore di distanza dal crollo del solaio verificatosi all’interno di un’aula dell’istituto nautico Giovanni XXIII di Salerno. “Il nostro lavoro, incentrato principalmente sull’edilizia scolastica e sulla manutenzione delle strade, è fondamentale per garantire la sicurezza di alunni, docenti e semplici cittadini. Il presidente Canfora la smetta di dire che non ha i soldi per rinnovarci il contratto. Perché ci sono eccome. Non faccia finta di nulla. In gioco c’è il futuro non solo delle nostre famiglie ma anche di tantissimi altri salernitani”.

Intanto a prendere posizione è anche la Cgil: “Il crollo del tetto dell'istituto è la triste conferma di denunce avanzate da noi già dal 2013, all'apertura dell'anno scolastico, che riguardano lo stato comatoso dell'edilizia scolastica in provincia di Salerno” afferma il segretario generale di Salerno Maria Di Serio. "Chiediamo al presidente Canfora di essere ricevuti per illustrare anche a lui le difficoltà del settore, come già, invano, avevamo fatto con il presidente precedente. Inoltre, ci è ancora sconosciuto se vi sia un reale importo destinato al recupero di alcuni edifici scolastici, come ampiamente strombazzato dal presidente del consiglio Renzi. Non è più possibile che i ragazzi corrano il rischio della vita per recarsi, come loro diritto, a scuola per formarsi ed apprendere. Ci spiace essere stati considerati Cassandra: ma i fatti devono allertare tutti"

“Non a caso la Fillea – aggiunge Luigi Adinolfi, segretario generale Fillea Cgil Salerno – è da tempo che compulsa il governo centrale, regionale e provinciale affinché si facciano investimenti in edilizia mirati soprattutto al recupero del costruito. La manutenzione degli edifici pubblici, e nello specifico quelli scolastici, ormai fatiscenti nell’intera provincia, oltre a dare lavoro ed impulso ad un’economia locale stagnante da oltre sei anni, consentirebbe la messa in sicurezza dei fabbricati stessi e la salvaguardia degli studenti e dei lavoratori addetti che, paradossalmente, ogni giorno mettono a rischio la propria incolumità anche per una scellerata politica degli annunci a cui, purtroppo, ci hanno abituato i nostri politici a tutti i livelli”.

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