Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

"Vorrei ma non posto": ecco il progetto che combatte il cyberbullismo

I risultati dello studio cominciato ad ottobre 2017 saranno presentati lunedì 5 febbraio, in occasione della settimana regionale della lotta al cyberbullismo ed a poche ore dalla giornata nazionale. Il celebre testo di J-Ax e Fedez ha favorito le testimonianze

Educare ad un uso corretto di internet per evitare fenomeni di cyberbullismo e cyberviolenza. Ecco il nobile obiettivo di "Vorrei ma non posto…come dare un senso ai social", il progetto patrocinato dai Comuni di Salerno e di Pontecagnano Faiano, coordinato da Luciana Ranieri. L'iniziativa, che sarà presentata il 5 febbraio al Centro Sociale di Salerno, in occasione della settimana regionale della lotta al cyberbullismo ed a poche ore dalla giornata nazionale, si ispira alla canzone di J-AX e Fedez. Il progetto è cominciato ad ottobre 2017 ed ha fatto leva sulle competenze professionali di una equipe: gli avvocati Valentina Sivoccia e Alessalandro Campagnuolo, le animatrici specializzate Martina Palumbo e Valentina Pisapia, Simona Lombardi esperta in comunicazione sociale, gli psicologi Pamela Ursoleo, Carolina Vastola e Fabio Martino, l'assistente sociale Rosaria Maschione.

Il bilancio

"C'è chi diventa bullo per il gusto di sbeffeggiare gli altri e chi è bullizzato quando non riesce a vivere buone relazioni con sé e con gli altri. Con Vorrei ma non posto abbiamo utilizzato il linguaggio semplice e immediato della canzone di J-AX e Fedez perché ritenevamo potesse non solo incontrare il gusto dei giovani ma anche raccontare la quotidianità vissuta in classe, in palestra, in strada e, sempre più spesso, davanti allo schermo di un computer o di uno smartphone - spiega Luciana Ranieri, coordinatrice del progetto cominciato ad ottobre 2017 - L'osservazione ha coinvolto tre fasce d'età: scuole medie, superiori ed Università. La novità riguarda proprio l'approfondimento esteso agli studenti del Campus di Fisciano. Di solito i progetti sulla legalità accendono i riflettori sugli adolescenti e, in generale, su chi frequenta ancora la scuola. Noi abbiamo voluto allargare il raggio d'azione, nonostante avessimo a disposizione appena cinquemila euro di fondi".

I metodi

"Con gli alunni abbiamo lavorato più sulla definizione del conflitto - prosegue Luciana Ranieri - all'Università, invece, abbiamo creato incontri con singole persone. E' accaduto in un momento particolare, in un contesto delicato: abbiamo fatto visita al Campus di Fisciano una settimana dopo la tragedia del ragazzo morto in biblioteca e due settimane dopo il volo suicida dal parcheggio multipiano. Il nostro sportello per l'ascolto degli studenti è stato frequentato senza soluzione di continuità dalle ore 8 alle 15: tutti hanno chiesto consigli o sostegno allo psicologo. Molto interessanti anche i risultati ottenuti a scuola: all'inizio, gli studenti pensavano fosse un gioco ma poi hanno cominciato a raccontarci le proprie testimonianze ed esperienze".

La giornata conclusiva

"Vorrei ma non posto" ha favorito l'ascolto e le testimonianze degli studenti e nella giornata conclusiva, dalle ore 9.30 alle 13, ospiterà il dj e producer Marco Montefusco. Saranno diffuse canzoni rap che avranno un testo a sfondo educativo, alcuni giocatori della Salernitana faranno da testimonial. Saranno presenti le istituzioni ma i protagonisti saranno soprattutto gli studenti del Liceo Alfano I di Salerno e dell’Istituto Comprensivo Sant’Antonio di Pontecagnano Faiano. Gli alunni daranno voce, attraverso la lettura di testimonianze, alle vittime di bullismo e cyberbullismo e si esibiranno in campi diversi: canto, danza, musica. Saranno presenti anche i genitori e gli insegnanti che hanno trovato un valido supporto in questo progetto al fine di prevenire oppure trovare i giusti consigli per leggere i segnali di difficoltà e di richiesta di aiuto provenienti dai ragazzi. Sarà distribuito un decalogo informativo, una sorta di "vademecum" con regole e consigli, in collaborazione con le associazioni “Manden-Diritti e Legalità” e “Non alzo le dita”, sulle corrette modalità per "stare on line". La giornata di solidarietà coinvolgerà, dunque, il mondo dello sport, della musica e della cultura a favore della promozione dei valori di convivenza civile, offrendo una risposta concreta di educazione alla legalità ed al rispetto reciproco, anche a seguito dei recenti fenomeni di violenza perpetuata dalle babygang.

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