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Capaccio, danno erariale per oltre 700mila euro: indagati i vertice del Comune

Il danno erariale è connesso alla gestione di un complesso immobiliare di grande pregio, nell’area archeologica di Paestum, gestito dall’Ente per le antichità e i monumenti della Provincia di Salerno

I finanzieri della Compagnia di Agropoli, su delega del Sostituto Procuratore Generale della Corte dei Conti, Ferruccio Capalbo, nell’ambito dell’operazione “Nettuno”, hanno eseguito un provvedimento per un danno erariale di oltre 700.000 euro che ha riguardato da vicino i vertici dell’amministrazione comunale di Capaccio. Il provvedimento è stato emesso al termine di una meticolosa indagine avviata nel 2014, dalle Fiamme Gialle di Agropoli. Tale danno erariale è connesso alla gestione di un complesso immobiliare di grande pregio, nell’area archeologica di Paestum (riconosciuto nel 1998 quale Patrimonio mondiale dall’UNESCO) gestito dall’Ente per le antichità e i monumenti della Provincia di Salerno, con sede legale dichiarata a Salerno, presso l’abitazione del segretario dell’ente e condotto in locazione dalla società “Ristorante Nettuno S.r.l.”, realtà economica operante nel settore della ristorazione con sede a Capaccio.

Il potenziale danno erariale, in concreto, è emerso da subito dall’entità del canone annuo concordato, da ultimo pari a 12.000 euro, obiettivamente irrisorio, se confrontato con il pregio, la posizione e le dimensioni dell’intero complesso turistico-ricettivo locato. Inoltre, è dato evidenziare che tale complesso immobiliare è stato affidato in locazione alla “Ristorante Nettuno S.r.l.” in assenza di qualsivoglia gara ad evidenza pubblica e senza valutazione circa la potenziale redditività per l’Ente locatore. I finanzieri hanno accertato che il complesso immobiliare non era esclusivamente dedicato a struttura ricettiva, ma bensì parte di esso era destinato esclusivamente a residenza della famiglia conduttrice dell’intero complesso immobiliare. Il pregiatissimo complesso immobiliare è situato all’interno della cinta muraria dell’antica città di Paestum, con vista diretta sulla Basilica e sul Tempio di Nettuno. Entrando nel merito della vicenda i finanzieri della Compagnia di Agropoli, nell’ambito delle investigazioni hanno scoperto che il complesso immobiliare fu acquistato, con regolare rogito notarile, dal Comune di Capaccio nel 1931 dai fratelli Manzi/Forlani e mai più ceduto ad altro ente. Ciononostante, la gestione dello stesso è stata assunta dall’Ente per le antichità e i monumenti della Provincia di Salerno. Tale Ente è stato dotato di capacità giuridica e sottoposto alla vigilanza del Prefetto della Provincia di Salerno. Ne è pertanto derivato un danno erariale che, a seguito delle indagini eseguite su delega della Corte dei Conti di Napoli della Procura Regionale, i finanzieri della Compagnia di Agropoli hanno quantificato per oltre 700.000 euro, imputati ai vari responsabili del Comune a qualsiasi livello e titolo e al segretario o amministratore dell’Ente per le antichità ed i Monumenti della Provincia di Salerno.

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