Gestione dell'emergenza Covid-19, a Salerno: l'intervista a Polichetti (Fials), tra dati su contagi e soluzioni

Polichetti: "Fino allo scorso venerdì, al Ruggi, tra sanitari e medici, su 1800 test rapidi, solo 3 sono risultati positivi"

I 24 posti all'esterno del Ruggi

Riflettori puntati sull'emergenza Covid-19 a Salerno. A concederci un'intervista, fornendo il punto della situazione degli ospedali del territorio e dei reparti idonei ad accogliere i pazienti positivi, è il dottor Mario Polichetti, responsabile provinciale alla Sanità della Fials di Salerno, nonchè noto ginecologo del reparto Gravidanza a rischio dell'ospedale Ruggi.

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Dottor Polichetti, Salerno si è attrezzata per gestire al meglio l'emergenza sanitaria, ad iniziare dall'allestimento esterno al Ruggi del reparto di Rianimazione per i Covid-19: a che punto sono i lavori?

I lavori sono in via di completamento, pare manchi solo l’allaccio elettrico, ma si può dire che siano in dirittura di arrivo i moduli prefabbricati per i 24 posti in Rianimazione negli spazi esterni all'ospedale, per cui credo che i tempi siano stati rispettati.

A proposito della rianimazione, quanti i pazienti attualmente già ricoverati in tale reparto, in ospedale?

Risultano 7 i posti occupati in Rianimazione. Non si sono registrate crescite particolari di numeri in questo periodo. Intanto, so che al Centro Covid dell'ospedale Da Procida si sta gestendo con grande serenità la situazione.

Si può dire che, tutto sommato, il sistema messo in piedi stia funzionando, quindi?

Sì, a Salerno sta funzionando bene. Certamente c’è una penalizzazione per l’attività chirurgica, ma ci è stato annunciato che tra fine aprile e inizio maggio tale attività dovrà riprendere regolarmente.

I dispositivi di protezione, quali mascherine ed altri accessori medici, intanto, sono stati forniti al personale?

Sui dispositivi c’è un pò di ritardo, ma questo, sappiamo, dipende dal Governo centrale e non dalla Regione. Con l'effettuazione dei tamponi al personale, tuttavia, ci sentiamo più tranquilli. Fino allo scorso venerdì, al Ruggi, tra sanitari e medici, su 1800 test rapidi, solo 3 sono risultati positivi.

Diversa invece è la situazione all'ospedale di Nocera...

Sì, presso l'ospedale di Nocera, c’è un focolaio attivo. So che è stata chiesta la chiusura del nosocomio e il trasferimento dei pazienti in una caserma, ma si tratta di una ipotesi impensabile a mio avviso, trattandosi di un baricentro, di un presidio fondamentale per un territorio vasto. La soluzione potrebbe essere quella di chiudere e sanificare "a settori" l’ospedale, avviando poi lo screening in ingresso e tutti i percorsi necessari. E provvedere magari all'allestimento di moduli prefabbricati esterni anche lì.

Secondo lei, la situazione emergenziale rientrerà nel breve-lungo periodo?

Per inizio di maggio, credo che ci sarà un grosso passo in avanti: la politica del distanziamento sociale ha funzionato in Campania, come mostrano i dati. Se non fosse stato per la fuga dei pazienti infetti dal Nord verso le nostre zone, probabilmente avremmo avuto ancor meno problemi. A livello ospedaliero, sottolineo che a Salerno si è registrato un recupero eccellente, rispetto all'iniziale situazione a rischio. Inoltre, la collocazione dei 24 posti fuori dall'ospedale, servirà anche per la riattivazione della Rianimazione del Ruggi per gli altri pazienti. La concentrazione sull'emergenza e sui pazienti Covid-19, ovviamente, ha penalizzato la Chirurgia, la Cardiologia e tutti gli altri reparti, ma credo che, se guardiamo quanto accaduto in Lombardia, questo rappresenti, tuttavia, un prezzo ridotto da pagare. Entro gli inizi di maggio, in ogni caso, tutto dovrebbe tornare operativo a pieno ritmo, a tutto vantaggio dei pazienti con patologie diverse dal Covid-19.

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