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Valeria Ciarambino

Valeria Ciarambino

De Luca Indagato: le reazioni del centro destra e del M5S

Sono duri gli attacchi al presidente della Regione Vincenzo De Luca che vengono dall'opposizione dopo la vicenda che lo vede indagato, insieme al suo ex collaboratore Mastursi, per concussione per induzione

Sono duri gli attacchi al presidente della Regione Vincenzo De Luca che vengono dall'opposizione dopo la vicenda che lo vede indagato, insieme al suo ex collaboratore Mastursi, per concussione per induzione. Uno dei primi a commentare la vicenda è stato Antonio Iannone, presidente regionale di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale che spiega: "Solo De Luca aveva bisogno della conferma che Mastursi non fosse Churchill o Cavour, noi tutti eravamo consapevoli che Mastursi fosse solo il suo degno capo segreteria e rappresentante della segreteria regionale del PD. Lo scenario é inquietante - continua Iannone - ci potrebbe essere un magistrato che é stato corrotto con un incarico nella sanità campana dato ad un suo familiare per pronunciarsi favorevolmente su De Luca, roba da paesi centro-sudamericani di un tempo. La storia di De Luca dice che è uno sterminatore di avvisi di garanzia, un ipocrita seriale come dimostrano anche i silenzi delle ultime ore interrotti solo dal puerile comunicato stampa in cui si riferiva che Mastursi si dimetteva da capo della segreteria per poter seguire a pieno l’incarico di partito. Questi quattro mesi di Governo regionale hanno battuto ogni record di inutilità con un Presidente intento solo a salvarsi dagli effetti della Legge Severino. A questo punto - conclude il presidente di Fratelli d'Italia - sarebbe meglio un guizzo di dignità politica con dimissioni irrevocabili”.

Dure accuse vengono anche dal consigliere comunale Roberto Celano: "Sono e resterò sempre garantista. Tutti sono innocenti fino all’ultimo grado di giudizio. Ciò premesso, è opportuno ricordare però che Renzi pretese le dimissioni di Lupi da Ministro in virtù di intercettazioni molto meno gravi di quella tra il marito di un magistrato ed il capo segreteria di un Governatore che si accordano e discutono per manipolare un processo. Renzi ha indotto Marino a dimettersi da Sindaco di Roma per qualche scontrino, vicenda certamente meno triste di una telefonata così indecente. Il problema - continua il consigliere comunale - non è giudiziario. sotto questo aspetto, ripeto, tutti sono innocenti fino a condanna definitiva, ma di etica politica. Se la telefonata esiste, se l’intercettazione c’è, Renzi deve pretendere le dimissioni di De Luca come ha fatto per Lupi e per Marino. Ci risparmino ora le consuete ricostruzioni fantasiose come quella del reato linguistico. De Luca ed il suo staff che, oltre tutto, fino ad ieri hanno diramato comunicati ricchi di falsità e di menzogne per coprire la verità sulle dimissioni di Mastursi e si sono distinti per battute poco opportune consone alla tristezza della vicenda che sta emergendo, in qualsiasi altro paese non sarebbero potuti restare neppure un minuto in più al loro posto. Vadano via e lascino a testa alta le Istituzioni. Pongano fine a vent’anni di scandali, vergogne, cementificazioni selvagge, opere interminabili, tassazioni esorbitanti e spese folli" conclude Celano. Anche Raffaele Adinolfi, consigliere comunale e coordinatore cittadino di Forza Italia è intervenuto sulla vicenda: "No al giustizialismo, ma no anche alle scuse ridicole. De Luca faccia chiarezza in Consiglio Regionale".

Non si sono fatte attendere neanche le reazioni del Movimento 5 Stelle. "L'unico oltraggio consumato è quello che Vincenzo De Luca sta facendo alla dignità dei campani e ai cittadini onesti -commentano i parlamentari Isabella Adinolfi, Andrea Cioffi, Silvia Giordano, Mimmo Pisano e Angelo Tofalo - Chiediamo le immediate dimissioni del Governatore e il ritorno alle urne. De Luca ha una responsabilità politica nella scelta dei suoi collaboratori e Nello Mastursi non è uno qualsiasi, né un collaboratore dell’ultima ora, ma il fidato uomo macchina nell’organizzazione di tutte le sue campagne elettorali. Da anni il M5S di Salerno viene accusato di ricorrere alla giustizia per contrastare il metodo De Luca.  E oggi si scopre addirittura che uno dei giudici, che hanno emesso la sentenza che gli ha consentito di sedere sulla poltrona di governatore, è nel mirino della magistratura - continuano - Di fronte alle dimissioni del suo capo staff, il governatore illegittimo ha parlato di sovraccarico di lavoro, mentendo sfacciatamente e anche stamattina, in conferenza stampa,  ha sminuito la vicenda puntando sui soliti proclami politici da buon amministratore. I cittadini campani hanno diritto di conoscere la verità sul caso Mastursi e non possono più essere presi in giro. La magistratura accerterà i fatti e il M5S continuerà a garantire la legalità e liberare le istituzioni da chi continua ad utilizzare il potere come arma di difesa dalla giustizia. In qualsiasi Paese civile non ci sarebbe stato nemmeno bisogno di chiedere le dimissioni, ma De Luca ha già dimostrato in passato che il suo interesse personale viene prima dell’interesse della collettività".

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