Decreto Salvini, Russo: "Aumenterà i ricorsi contro le commissioni territoriali"

La presidente della Corte d'Appello di Salerno boccia la legge sulla sicurezza e avverte: "Il ruolo del giudice è quello di garante dei diritti, il cui catalogo non è confinato nell'ordinamento nazionale"

Nel giorno della protesta di immigrati, sindacati e associazioni contro il Decreto Sicurezza del ministro Matteo Salvini, sulla questione migranti interviene, all'inaugurazione dell'anno giudiziario nel distretto, anche il presidente della Corte di Appello di Salerno Iside Russo.

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L’allarme

Nel corso del suo intervento Russo entra nel merito della nuova legge voluta dal leader della Lega e lancia l’allarme: “Il decreto Salvini restringe i casi in cui è concepibile la protezione umanitaria e, come è prevedibile, provocherà un consistente incremento dei ricorsi avverso i provvedimenti delle commissioni territoriali”. Poi sottolinea: “Il ruolo del giudice è quello di garante dei diritti, il cui catalogo non è confinato nell'ordinamento nazionale ma articolato all'interno dei molteplici livelli di tutela che caratterizzano il sistema europeo". Russo, nella relazione, dedica un intero paragrafo allo sbarco dei 401 migranti al porto salernitano del 5 novembre di due anni fa e il contestuale "drammatico recupero" di 26 salme di donne, di cui due in stato di gravidanza. "Pende ancora l'inchiesta relativa alla morte delle salme recuperate", precisa il presidente della Corte d’Appello specificando come "in questa sede, la vicenda viene a porsi come spunto di riflessione sul più ampio fenomeno dei migranti, sotto un profilo specifico: il ruolo della giurisdizione". Per il presidente, "nel bilanciamento dei vari interessi in gioco ed in specie tra diritti individuali e principi che possono determinarne una limitazione, le indicazioni provenienti dalla Carta Costituzionale e da tutte le Carte dei diritti, sono in una direzione specifica, lucidamente tracciata: la dignità umana, in quanto premessa dei diritti fondamentali, non è un diritto fondamentale a se' stante, ma sintesi di tutti i principi e diritti fondamentali costituzionalmente tutelati. Essa - conclude Russo - non è bilanciabile, in quanto è essa stessa la bilancia sulla quale disporre i beni costituzionalmente tutelati”.

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