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Decreto Sicurezza, la Consulta boccia Salvini: "Sì all'anagrafe dei richiedenti asilo"

Le questioni di legittimità costituzionale erano state sollevate dai Tribunali di Milano, Ancona e Salerno. Il leader della Lega: "I giudici fanno politica sostituendosi al parlamento"

 La Corte Costituzionale ha esaminato le questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Tribunali di Milano, Ancona e Salerno sulla disposizione che preclude l'iscrizione anagrafica degli stranieri richiedenti asilo, introdotta con il primo "Decreto sicurezza" (dl n. 113 del 2018) firmato dall’ex ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini.

La decisione

Per la Consulta è incostituzionale la norma che vieta l'iscrizione all'anagrafe dei richiedenti asilo, in quanto viola l'articolo 3 della nostra Carta che prevede l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge "senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". "Irrazionalità intrinseca" ravvisa la Corte perché la norma prevista da Salvini non agevola le finalità di controllo del territorio dichiarate dal decreto. E "irragionevole disparità di trattamento" perché rende ingiustificatamente più difficile ai richiedenti asilo l'accesso ai servizi che devono essere loro garantiti. La sentenza è arrivata nel giorno (ieri) in cui era previsto al Viminale il quarto confronto interno alla maggioranza sulla modifica dei decreti. Il vertice è poi slittato al pomeriggio di martedì 14 luglio, ufficialmente a causa dei lavori dell'aula della Camera ai quali alcuni componenti delle delegazioni dovevano partecipare.

La reazione di Salvini:

"Anche sui decreti Sicurezza qualche giudice, come accade troppo spesso, decide di fare politica sostituendosi al Parlamento. Un ‘richiedente asilo' in oltre il 50% dei casi viene riconosciuto come clandestino dalle commissioni prefettizie, senza quindi nessun diritto di rimanere in Italia: secondo la Corte dovremmo quindi premiare chi mente e infrange la legge? La sicurezza e il benessere degli Italiani, degli immigrati perbene e dei veri richiedenti asilo, vengono prima di tutto"

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