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Allevamento lager ad Agropoli: le associazioni chiedono il sequestro di altri cavalli

A seguito di ripetute segnalazioni ricevute dai cittadini, lo scorso 6 aprile la delegazione di Battipaglia della Lega Nazionale per la Difesa del Cane con l’onorevole Bernini (M5S) ha effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni degli animali

Dopo aver documento le precarie condizioni di detenzione di oltre venti cavalli e asini nel comune di Agropoli e a seguito, lo scorso 15 aprile,  dell’intervento dei Servizi Sanitari regionali, dell’Asl e dei Nas, la delegazione della Lega Nazionale del Cane di Battipaglia, Ihp, Progetto Islander e il parlamentare grillino Paolo Bernini hanno trasferito altrove una parte degli animali e denunciano con forza l’urgenza di porre sotto sequestro anche gli altri, attualmente anche nelle mani del proprietario. La vicenda è nota da anni. Tra Agropoli e Laureana Cilento, precisamente in località Case Bianche, un allevatore detiene in stato di generale abbandono cavalli, spesso non identificati, che spesso fuoriescono alla ricerca di cibo e circolano anche tra le strade del paese con rischi ripetuti ed evidenti anche per la pubblica incolumità. Dopo un blitz dei carabinieri avvenuto nel febbraio 2015, a luglio furono confiscati 38 equidi detenuti in stalle abusive. Nonostante la confisca e sanzioni pecuniarie di 52mila euro per vari reati amministrativi, i cavalli vennero però lasciati in custodia al proprietario.

A seguito di ripetute segnalazioni ricevute dai cittadini, lo scorso 6 aprile la delegazione di Battipaglia della Lega Nazionale per la Difesa del Cane con l’onorevole Bernini (M5S), Ihp (Italian Horse Protection onlus), Progetto Islander e con il supporto dell’Arma dei Carabinieri di Agropoli, hanno effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni degli animali. I volontari si sono trovati davanti a una situazione di grave maltrattamento: cavalli palesemente denutriti, alcuni affetti da laminite agli zoccoli, legati con corde che gli impedivano di muoversi e sdraiarsi, quasi tutti senza acqua né cibo e in condizioni igienico sanitarie inaccettabili. Inoltre, dei 38 esemplari confiscati inizialmente, a seguito di un presunto furto denunciato dal detentore qualche tempo dopo l’intervento delle forze dell’ordine, sul luogo ne sono stati ritrovati soltanto una ventina. Considerate le circostanze, le associazioni hanno chiesto un immediato intervento alle Autorità, chiedendo l’affidamento degli equidi per poter provvedere alle cure necessarie.

Dopo lunghi giorni di attesa, grazie all’incessante lavoro delle associazioni, a cui si è aggiunto il sostegno di Legambiente, lo scorso 15 aprile i cavalli sono stati trasferiti nelle strutture del centro di incremento ippico di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. Le operazioni sono state condotte dai carabinieri della Compagnia di Agropoli, in collaborazione con i Nas e con i veterinari Asl anche di zone limitrofe. Alle associazioni non è stato permesso di presenziare allo spostamento dei cavalli, ma è stato possibile accertare che dei 21 equidi confiscati ne sono stati trasferiti solo 17: altri 4 sarebbero spariti nel nulla. Altri cavalli presenti nella struttura (forse una decina, compresi 2 puledri che sono stati separati dalle madri trasferite) sono stati lasciati in mano al proprietario: per portarli via serve un provvedimento urgente da parte delle Autorità competenti, a cui le associazioni hanno presentato un esposto per maltrattamento. 


Inoltre, lo scorso 16 aprile molti cittadini hanno denunciato e fotografato la presenza di una dozzina di cavalli liberi sulla strada provinciale 184, nei pressi dello svincolo che porta alla spiaggia di Trentova, a dimostrazione di un fenomeno di abbandono diffuso in quell’area. Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Italian Horse Protection onlus, Progetto Islander e Legambiente si stanno muovendo all’unisono per chiedere con forza che tutti gli animali vengano messi finalmente al sicuro e che la struttura abusiva venga definitivamente chiusa. 

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