Quartiere Carmine, don Marco Russo racconta il suo viaggio nel "degrado"

La pagina Facebook della parrocchia "Santa Maria della Consolazione" denuncia la situazione in cui versano diverse strade cittadine. Nuove critiche all'amministrazione comunale

Don Marco Russo

Nonostante le denunce dei mesi scorsi e la minaccia di presentare un esposto contro il Comune, la situazione di degrado in via Laspro e più in generale nel quartiere Carmine non è cambiata: erba incolta, buche sulla carreggiata, campane del vetro stracolme di rifiuti, serpenti e tanto altro.

La denuncia

Ad interessarsi nuovamente della questione è stato il parroco della chiesa “Santa Maria della Consolazionedon Marco Russo che, sulla pagina Facebook della parrocchia, racconta la sua passeggiata nel quartiere: “Mi sono deciso da poco a fare due passi. Sono sceso per via Valerio Laspr , ho attraversato via Cervante e già ero stanco di guardare: strada sporca, erba che mi fa lasciare il marciapiede, macchine che parcheggiano dove non dovrebbero, oggetti rari per terra, ma continuo speranzoso e invece devo scendere in strada perché dopo un anno poche pietre hanno deciso di occupare il marciapiede e noi certamente non le vogliamo disturbare e passiamo oltre”.

Il suo tour nel quartiere continua: “Mi incammino allora su via Manganario e mi ricordo i tanti discorsi che nel tempo ho fatto: bastava un poco e la tua vita sarebbe stata diversa, per un pelo e avresti potuto ebbene per un lato sbagliato non avere casa a sinistra ma a destra che da Cervantes, da via Valerio Laspro, e da Giovanni XXIII ti porta in un luogo bello assai che da tre anni è completamente “non pervenuto” ma proprio a nessuno, dev’essere stato con una matita invisibile cancellato. Continuo a camminare ancora ribadendo ma forse più avanti qualcosa cambierà, vano colui che pone speranza nell’uomo e giunto di nuovo su via Laspro non ti trovo un buco di inizio di cedimento della strada, ma che vuoi che sia mi sono chiesto , tanti lo avranno visto e avranno comunicato”.

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Con ironia don Marco si rivolge anche a se stesso: “Va bene Marco non essere così pessimista dopo appena tre anni dai ancora un po’ di tempo qualcuno ascolterà, e vedrai di nuovo strade pulite, alberi sfoltiti, erba tagliata, strada libera, marciapiedi che tornano ad essere tali, spazi verdi per bambini. Mentre penso vengo svegliato e qualcuno mi dice ma non avete visto la vipera morta proprio lì dove i vostri bimbi giocano, ed io mi sono ricordato che da qualche giorno nel verde, ma che dico nella foresta selvaggia sopra le scale che uniscono via Laspro inferiore con la parte superiore è stato visto un serpente e abitanti non identificati. Ma no dai diamo ancora un po’ di tempo che vuoi che sia questo poco tempo di fronte al tempo vedrai qualcuno si accorgerà che sarà bello vedere un giorno un operatore ecologico che pulirà la strada, un operaio che taglierà l’erba, un operatore al verde che sistemerà le piante, che qualcuno penserà che i bimbi possono giocare su un campetto, e non sulle scale, che i bimbi uscendo da scuola troverà la mamma in macchina che lo porta a casa perché non ci sarà nemmeno un metro per fermarsi un attimo a salutare l’amichetto , a vederti un po’ correre dopo ore di scuola, ma dai non spegnere la speranza vedrai che qualcuno potrà leggere tutto ciò e chi invece risponde a se stesso: posso sempre mettermi in macchina e andare verso l’autostrada o tornare dal lavoro attraversare via barela e salire in casa. Ma che vuoi che siano i soli cento metri da via Carmine e abitare dal lato sinistra ora e non a quello destro di via manganario. Sarà pura disattenzione, sai non sei Zona collinare, ne centro città vuoi metterti con le strade del passeggio, della movida, non sei un luogo da frequentare sei troppo in alto per vederti ci vuole l’ascensore, sei solo purtroppo a cento metri e la tua vita sarebbe cambiata”.  

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