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Derby Farsa: respinte le dimissioni, domani i Rossoneri tornano ad allenarsi

Intanto, il sindaco di Nocera insiste: "Non si può escludere che ci sia stata una forma di solidarietà verso la tifoseria"

Respinte le dimissioni, voltata già pagina. Dopo il vergognoso derby farsa di ieri con la Salernitana, la Nocerina riprenderà regolarmente gli allenamenti domani alla guida del tecnico Fontana le cui dimissioni, al pari di quelle del ds Pavarese, sono state rigettate: l'appuntamento è allo stadio San Francesco alle 15:30.

Mentre venti daspo hanno già raggiunto altrettanti tifosi rossoneri per l'increscioso episodio che ha gettato un manto di vergogna sul calcio italiano, parte della rosa ha approfittato del giorno libero per raggiungere le proprie famiglie in giro per l'Italia. Pochi, i calciatori che sono rimasti nel residence di Mercato San Severino, dove alloggiano abitualmente e in cui la Nocerina svolge i ritiri pre partita. Proprio in quell'albergo, ieri i calciatori sono stati avvicinati dagli ultrà perché non giocassero l'incontro. Del resto lo ha confermato anche il questore Antonio De Jesu: "I calciatori della Nocerina hanno subìto una odiosa e scellerata violenza privata, e sono stati influenzati da forti intimidazioni a non scendere in campo".

Chi ha avuto modo di vederli o sentirli oggi, li definisce ancora "visibilmente provati". Domenica prossima la Nocerina osserverà un turno di riposo, per poi riprendere con il calendario che prevede la partita con il Lecce in casa e un altro derby a rischio: quello con la Paganese.  Difende il buon nome della sua città e invita la Lega Pro a fare ''mea culpa'', intanto, il sindaco di Nocera Inferiore Manlio Torquato: ''Bisogna vedere bene di chi sono le responsabilità - spiega -. A mio avviso la Lega doveva gestire diversamente la cosa facendo disputare l'incontro a porte chiuse, o regolamentarne i flussi sportivi attraverso la tessera del tifoso. Così come sarebbe stato bene mettere le due squadre non nello stesso girone''.

Torquato si dice amareggiato non soltanto dal singolo episodio ''ma da tutta la vicenda''. ''Mi pare prematuro dire che le cose sono andate in una certa maniera e che ci sia un nesso tra le eventuali minacce dei tifosi e la scelta dei calciatori di non giocare la partita. Non si può escludere, infatti, che ci sia stata una forma di solidarietà verso la tifoseria. Se, comunque, dovessero emergere delle responsabilità è giusto che siano sanzionate. Ma Nocera - ha concluso - è città di profonda civiltà e di antiche tradizioni sportive al punto di essere considerato dallo stesso sindaco di Salerno De Luca, l'altro capoluogo della provincia di Salerno''.

E tra gli altri, si pronuncia anche il coordinatore regionale di sinistra ecologia libertà, Arturo Scotto: "Non si può consentire a personaggi estranei alla cultura sportiva di dover condizionare gare ufficiali di qualsiasi competizione". "I dirigenti della società, - continua Scotto - i veri appassionati di calcio e soprattutto i cittadini di Nocera Inferiore, sono coloro che hanno subìto i danni più gravi, soprattutto di immagine". "Deve essere la magistratura - conclude il parlamentare campano - ad appurare se i condizionamenti subiti dai calciatori siano dovuti a pressioni legate alla criminalità organizzata di stampo camorristico, per queste ragioni il gruppo di Sinistra ecologia libertà ha presentato una interrogazione al Ministro dell'Interno in cui chiediamo che venga a riferire in parlamento di quanto è successo domenica a Salerno". Ad ogni modo, resta l'amaro in bocca tra tifosi e appassionati, a causa dell'accaduto destinato a macchiare gli annali della storia del calcio.

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