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Derby farsa, Guazzo: "I giocatori piangevano" e il sindaco Torquato nega

Sia il sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato che i tifosi sono scesi dalle nuvole: ''Ma quale farsa, quali minacce? La farsa era giocare un derby senza i tifosi''

Sono scesi in campo con la paura dipinta sul volto e gli occhi colmi di lacrime, i giovani calciatori, quasi tutti 20enni, della Nocerina. Negli spogliatoi di Salernitana - Nocerina, in quello che è stato ribattezzato il derby della vergogna, si palpava nell'aria lo sconcerto dei Molossi di Nocera che dopo le pressioni dei propri tifosi per non giocare il match prima, si sono rifiutati di scendere in campo e poi hanno giocato,  20' prima che la partita fosse sospesa perché rimasti in sei a sostituzioni terminate.

I calciatori che hanno suscitato amaro stupore tra i Granata, però, si trincerano dietro il silenzio stampa imposto dalla società. Non ci sta, l'attaccante della Salernitana Matteo Guazzo che ha deciso di raccontare quanto accaduto in quella pseudo-sfida che rappresenta una macchia nera per il calcio italiano e che ha già fatto parlare anche i quotidiani esteri: ''Quello che ho visto è stata una cosa a dir poco sgradevole. - ha esordito su a Rtl 102,5 - I ragazzi piangere nel tunnel prima di entrare in campo, nemmeno volevano entrarci, e poi ci hanno riferito che erano stati minacciati dai propri tifosi che non volevano che la partita si giocasse. Dopo due minuti ho visto tre sostituzioni ed è impossibile. Allora abbiamo capito che loro non volevano avere altri problemi''. Nessun patto o confidenza: ''Non è che ce l'hanno detto, ma lo si leggeva negli occhi. Quando subentrano delle minacce...Al loro posto io non sarei proprio sceso in campo''.

Ciò che lascia di sasso è il fatto che piuttosto che indignarsi e difendere l'onore del calcio e l'incolumità dei Molossi, sia il sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato che i tifosi sono scesi dalle nuvole: ''Ma quale farsa, quali minacce? La farsa era giocare un derby senza i tifosi''.  Per loro, non sono solo gli ultrà a ribellarsi per come sono state rappresentate le cose. Per difendere il buon nome della sua città, piuttosto che valutare oggettivamente l'accaduto, Torquato ha invitato la Lega Pro a fare ''mea culpa'', insistendo ad ipotizzare, nonostante testimonianze di Granata e Questore, che il derby-farsa fosse stato frutto di solidarietà verso la tifoseria, piuttosto che di minacce ed intimidazioni.

Tace la società che ha respinto le dimissioni del tecnico Fontana e del ds Pavarese. Da ambienti vicini al club si sottolinea come la volontà dei dirigenti fosse quella di far scendere in campo la squadra ma che non c'e' stato verso di convincere i calciatori terrorizzati, non tanto da minacce, quanto dalle richieste dei tifosi di un gesto di solidarietà ''che facesse parlare l'Italia'' della loro esclusione. ''Visibilmente provati'', oggi i Molossi, reduci da un'esperienza che lascerebbe senza parole qualunque persona di buon senso, tornano ad allenarsi a porte chiuse al San Francesco: potrebbe essere l'occasione per raccontare la loro verità e il perché di quei pianti. Ma chissà.
 

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