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Martedì, 9 Agosto 2022
Cronaca Centro / Corso Giuseppe Garibaldi

Palazzo delle Poste: residence o no? L'ultima parola alla Provincia

Come riporta La Città, con il nuovo adeguamento al Ptcp la giunta municipale ha approvato anche una nuova stesura dell’articolo 49, che ripropone quella bocciata due anni fa e cassa il veto sulla trasformazione residenziale dei vecchi uffici

Non è ancora detta l'ultima parola sul palazzo delle Poste, nonostante la sentenza del Consiglio di Stato che ai primi di luglio lo ha vincolato a funzioni di servizio bloccando il progetto dei costruttori Rainone che lo hanno acquistato per 21 milioni di euro per trasformarlo in un residence di lusso. Prima di tale pronuncia, la giunta comunale aveva già approvato l’1 luglio una nuova modifica al piano urbanistico, che potrebbe consentire all’impresa di condurre in porto il suo programma. Lo riporta il quotidiano La Città: il cambiamento cancellerebbe un codicillo delle norme di attuazione al Puc, un inciso che nel dicembre del 2012 fu imposto dalla Provincia come condizione per il visto di compatibilità con il piano territoriale di coordinamento.

Ora Palazzo di Città conta che quel diktat possa essere rimosso, in virtù di un’intervenuta verifica sui carichi insediativi in città - si legge sul quotidiano - Nella variante sottoposta nel 2012 al vaglio della Provincia, il Comune stabiliva che “gli immobili già di proprietà di enti pubblici, che in quanto adibiti a funzioni pubbliche sono classificati standard nell’allegato al Puc, possono mutare la destinazione d’uso in altra consentita nella zona omogenea di appartenenza”, fatta salva una compensazione con la cessione all’ente di altre superfici. Il 26 luglio di due anni fa la giunta provinciale ha bocciato questo deliberato, imponendo al Comune di inserire nel comma una precisazione che consente sì il cambiamento di destinazione d’uso ma “ad eccezione delle destinazioni residenziali”. La variante è stata approvata in consiglio comunale con questa aggiunta, che di fatto vieta di trasformare la sede delle Poste a corso Garibaldi in case o residence. A questo punto si è innestata la giustizia amministrativa, perché contro la delibera i Rainone hanno presentato ricorso al Tar, vincendo il primo round ma perdendo il secondo davanti al Consiglio di Stato, a cui prima la Provincia e poi il Comune avevano presentato appello.

Ora, con il nuovo adeguamento al Ptcp la giunta municipale ha approvato venti giorni fa anche una nuova stesura dell’articolo 49, che ripropone quella bocciata due anni fa e cassa il veto sulla trasformazione residenziale dei vecchi uffici. Alla Provincia, dunque, spetta decidere se il nuovo Puc rispetti o meno il piano di coordinamento. Si attende.

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