Didattica a distanza nelle scuole, lettera a Conte e Azzolina: "Perchè non avete fermato De Luca?"

Il Coordinamento Scuole Aperte Salerno ha chiesto delucidazione al Governo dopo le ordinanza regionali firmate negli ultimi giorni dal governatore della Campania

Il Coordinamento Scuole Aperte Salerno ha inviato, questa mattina, una lettera al presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte e al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina per chiedere il loro intervento dopo la decisione del governatore della Campania Vincenzo De Luca di disporre la didattica a distanza in tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio. 

Le critiche

Per i membri del coordinamento, scesi in piazza nei giorni scorsi, “tale circostanza in assenza di qualunque dato epidemiologico reperibile, se non quelli forniti oralmente dal Cts Regionale e dal Presidente, mette in grave difficoltà e a rischio dispersione scolastica una regione già fortemente sottoposta a tale fenomeno; nella consapevolezza quindi, che la Scuola Pubblica nei nostri disastrati territori è uno dei pochi presìdi di socialità e di multiculturalità, riteniamo che il ricorso diffuso della didattica a distanza o integrata non è democratico e non riesce a raggiungere tutta platea di studenti per diverse ragioni che vanno dall'assenza di device (o di un numero sufficiente di essi) o internet nelle famiglie, all’assenza di connessione nelle aree interne. Questo crea una condizione di disparità inaccettabile soprattutto in una Regione del Sud Italia dove si sta tentando faticosamente di colmare, con il supporto appunto della scuola, il divario socio-culturale rispetto alle regioni del Nord”.

I dati

Il Coordinamento tra Consigli di Istituto della Provincia di Salerno, confortato anche dalla volontà dei dirigenti scolastici, ha eseguito un'indagine su oltre 30 istituti della provincia di Salerno, e su un campione di oltre 30 mila studenti, solo 19 sono risultati positivi, pari allo 0,065%. “Vi è da rilevare che – si legge ancora una lettera - da parte della Regione Campania negli scorsi mesi non è stato messo in atto alcun massiccio piano di investimenti per migliorare e mettere in sicurezza le strutture scolastiche, non è stato fatto alcun recupero di strutture pubbliche dismesse per aumentare il numero delle aule e nessun potenziamento dei trasporti pubblici, nonostante tali condizioni, gli Istituti scolastici hanno lavorato alacremente negli ultimi giorni precedenti la riapertura, con pochi mezzi, per permettere ai ragazzi di andare a scuola in sicurezza”.

L’appello finale: 

Chiudere ancora una volta le Scuole perché non si è stati capaci di gestire e governare l'emergenza sanitaria è il segno del fallimento totale, in primis del nostro Governo Regionale che, invece di continuare con la propaganda, deve intervenire immediatamente per porre fine a questa vera inciviltà a danno dell'istruzione e della formazione delle studentesse e degli studenti. E’ stato diramato in data 27 ottobre un comunicato-stampa relativo ad una riunione che si è svolta in modalità telematica, e alla quale hanno partecipato le parti sindacali, i rappresentanti delle ASL, le associazioni e gli enti locali, asserendo che sulla proroga della chiusura in presenza delle scuole di ogni ordine e grado “tutti” si sono trovati concordi. Il presunto "accordo" è relativo alla sola presa d'atto dei dati epidemiologici esposti dal Presidente, la cui entità e i cui effetti non sono noti. La discussione è stata totalmente imperniata sulla sola illustrazione di dati sanitari non certo confortanti, che fa temere che i prossimi 10 giorni di ulteriore chiusura programmata si trasformeranno in un blocco permanente delle attività didattiche in presenza, eventualità che va assolutamente evitata  in quanto la didattica a distanza, o ddi, non permette di creare un ambiente scolastico costruttivo per gli studenti, a causa della distanza che si viene a creare tra gli studenti e con gli insegnanti, oltre che per tutte le difficoltà dovute agli apparecchi tecnologici ed alle scadenti infrastrutture italiane. L'assenza dei servizi educativi in presenza per i bambini e i ragazzi è un problema grave che riflette sulla mancanza dei rapporti con i coetanei. Il mondo digitale non basta e per lungo tempo crea problematiche psicofisiche ai ragazzi che sono abituati al contatto fisico, alla condivisione, nella scuola come nell'attività sportiva. Per non parlare dei tanti bambini con disturbi dell'apprendimento e altre problematiche, che in questo momento non hanno il sostegno cui avrebbero diritto e sono lasciati completamente fuori dall’aula digitale ovvero isolati in un’aula fisica, soli senza il gruppo classe. Atteso che il DPCM del 24 ottobre 2020 alla lettera s)  stabilisce “fermo restando che l'attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l'infanzia continua a svolgersi in presenza, per contrastare la diffusione del contagio, previa comunicazione al ministero dell'istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti regionali”, chiediamo quali siano le valutazioni che hanno indotto il Governo a non intervenire a favore della riapertura e chiediamo di riaprire le scuole di ogni ordine e grado della Campania”.

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