Difesa, il generale domenico rossi, corpo d'armata dell'esercito italiano

A Cura di Valentina Busiello

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Difesa, il Generale Domenico Rossi, corpo d'armata dell'Esercito Italiano, già Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, e Deputato della XVII Legislatura e Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa. In occasione della situazione “Emergenza” che il Mondo sta’ affrontando, il Generale ci illustra punti fondamentali sulla situazione attuale in Italia. Generale, Onorevole Rossi, Benvenuto, in questi momenti di profonda attenzione siamo molto piu’ attenti a dettagli e particolari, che prima magari per la fretta, non avevamo neanche il tempo di pensare e soffermarci. L’Italia e gli italiani si sono dimostrati molto attenti a questa emergenza di Coronavirus, soprattutto al Sud Italia, stando tutti chiusi in quarantena, facendo uso di protezioni, come, mascherine chirurgiche, igienizzanti, e distanziamento sociale, secondo lei con la ripresa della Fase 2, come vede la situazione attuale in Italia ? “E’ proprio il momento che c’è, abbiamo molto piu’ tempo per le riflessioni, cosa che c’è sempre mancato”. E’ evidente con la Fase 2, si apre a una possibilita’ di contatti maggiore, contatti sociali, quindi e’ evidente, anche perche’, il numero degli Asintomatici sembrerebbe essere cosi’ elevato, che poi alla fine il vero pericolo non sono i 250 mila con sintomi ricoverati negli Ospedali, ma tutto il resto di quelle persone che non sappiamo il loro status, e che non si capisce bene quanti sono, insomma tutti quelli che possono passare il virus. Sicuramente e’ stato un periodo in cui i Medici non hanno avuto tutte le attrezzature occorrenti e necessarie, per cui e’ chiaro che i primi ad ammalarsi sono stati loro. Generale, Onorevole Rossi, lei che ha una storia, una carriera nell’Esercito molto importante, ma soprattutto nella politica, si puo’ dire che con la sua esperienza conosce il Mondo sotto un punto di vista molto piu’ ampio rispetto a chi svolge un altro tipo di professione. Secondo lei, come vivremo nel futuro questa situazione di emergenza? “Credo che ci sia da fare qualche discorso di carattere preliminare, che e’ abbastanza semplice a mio avviso, e cioè non esiste secondo me un Fase 2 o una Fase 3, le cose vanno sempre viste in prospettiva, quindi dobbiamo mettere un paletto, che l’emergenza finira’ nel momento in cui ci sara’ l’antidoto, o in alternativa una cura, per cui anche il Coronavirus puo’ essere sotto un punto di vista Sanitario sconfitto”. Detto cio’, il periodo che in cui percorre fra oggi e quel momento, io non credo che nessuno si sia sbilanciato, credo che quando si parla di antidoto si va’ da 1 a 2 anni, e poi consideriamo che dovrebbe essere un antidoto prodotto e distribuito su scala Mondiale. Sulla cura, sappiamo tutti quanti che ci sono in atto sia in Italia che in altre parti del Mondo tutta una serie di esperimenti, sperimentazioni, perche’ ovviamente la medicina e’ essa una scienza esatta, nel senso che individuata una cura ne deve garantire l’efficacia. Per cui, ci pone in una condizione di indeterminatezza su un punto finale di arrivo, e credo questo ci debba portare a una prima riflessione. Se il punto di arrivo ha una indeterminatezza, evidentemente noi non stiamo parlando di una situazione, tipo le ferie, le vacanze ecc. No, ma, dobbiamo parlare di una situazione che evidentemente da oggi puo’ proseguire per tanto tempo, e quindi, prima cosa, e che su questo probabilmente non sia stato fatto tutto quello che doveva essere fatto. L’informazione, cioè il cittadino deve capire che il Coronavirus e’ talmente una cosa seria che non deve andare a guardare nei meandri del Dpcm, o di quello che viene demanato. L’informazione e’ cosa che si verifica, perche’ altrimenti non ci sarebbero nemmeno tutte le persone denunciate oppure unite amministrativamente che vengono scoperte dalle Forze dell’Ordine. Ma invece, ci dovrebbe essere una presa di coscienza che evidentemente questo virus va’ combattuto in una certa maniera, in cui almeno in questo periodo lungo e non sappiamo quanto, determinate precauzioni sono di carattere assolutamente necessarie. Quindi, in questo senso, anche le direttive che sono state emanate e quelle che saranno emanate, secondo me non devono andare ad individuare gli aspetti organizzativi di dettaglio, ovvero che cosa intendo. Faccio un esempio: I tabaccai fin dal primo momento non sono stati toccati da nessuna chiusura, ma io mi chiedo se un tabaccaio ha accanto a se’ una pasticceria, il tabaccaio ha un negozio di 10 metri quadri, e la pasticceria ha un negozio di 50 metri quadri, perche’ il tabaccaio e’ sempre rimasto aperto e la pasticceria no, allora la risposta che si deduce da quanto detto e scritto e’ come se fosse un bene di prima necessita’. Il concetto non puo’ essere cosi, il concetto dovrebbe invece essere un altro. Ogni prescrizione quali obblighi deve avere una qualsiasi struttura per poter ospitare della gente a fare qualche cosa. Allora se si ragiona cosi, voglio dire se dentro dal tabaccaio che ha un negozio di 10 metri, e ti danno un obbligo e ti dice puo’ entrare 1 persona alla volta, ho fatto questo esempio per dire che, evidentemente e’ una fase emergenziale, e quindi i giudizi altamente positivi o negativi che sono operanti da qualsiasi Governo, sono errati, nel senso che effettivamente e’ un problema molto complesso, e poi i giudizi si vedranno eventualmente alla fine. Credo che ci sia un errore di fondo, che sia quello nel voler entrare nei risultati organizzativi di tutte le cose. Probabilmente, se avessero dato delle prescrizioni del tipo dell’esempio che ho fatto prima, allora in quel caso poi chi ha un’attivita’, o si adegua a quelle prescrizioni oppure non si adegua. L’importante e’ dare quelle prescrizioni per tutti quanti uguali. Mi sembra veramente banale anche se in parte capisco l’informazione, ma non si puo’ dire, se andate a trovare i genitori usate le mascherine, ed ecco perche’ invece questo rientra in quel discorso di carattere generale che deve portare in modo piu’ specifico possibile la popolazione alla conoscenza reale del virus, degli effetti del virus, delle possibilita’ di letalita’. Ritornando al discorso della letalita’, e anche degli spostamenti, c’è un punto su cui non credo che si sia chiarito tutto quanto, sono i numeri, e credo diventino determinanti sia per le scelte individuali, sia delle scelte fatte dal Governo, un esempio: Il Dottore Brusaferro un 10-15 giorni fa’, disse che le persone venute a contatto con il virus, in Italia erano circa 6 milioni, ora io questo termine “persone venute a contatto” mi ha un pochino incuriosito, perche’ in realta’ non ha detto contagiate, pero’ ha detto venute a contatto, ovviamente credo ci sia un’assimilazione che comunque e’ stata fatta dai giornali, se cosi’ fosse, le indicazioni che ogni pomeriggio vediamo in tv, assumono un valore diverso, se io ho 25 mila morti su 250 mila contagiati, ho il 10% di persone morte, se invece ho 25 mila persone su 6 milioni, allora il 10% e’ 600 mila, e l’1% e’ 60 mila, la letalita’ e’ ulteriore allo 0,4-5% delle persone che vengono contagiate. Allora, credo che su questi numeri nell’ambito dell’informazione che si deve dare alla popolazione, sarebbe importante che qualcuno lo dicesse in maniera chiara. Se poi andiamo a vedere tutto, che nell’ambito delle morti che e’ poco piu’ dell’1% e’al disotto dei 50 anni, allora questo 1% e l’1% dello 0,4%, allora mi chiedo, ma se e’ l’1% dello 0,4% probabilmente, forse sarebbe anche giusto fare delle distinzioni per fasce di eta’. Perche’ evidentemente vi sono delle fascie molto piu’ a rischio e delle fascie meno a rischio. Fermo restando che un conto è vedere dei numeri che mi dicono che e’ morto il 10%, e un conto e’ invece dire che rispetto a chi e’ stato contagiato, ora se ci sono 6 milioni di contagiati, asintomatici, che possono spargere il virus e che continuano a spargere il virus, ne deriva un’altra esigenza. Esigenza di scoprirli, e quindi l’esigenza di effettuare dei tamponi a tappeto, in maniera tale che si possa controllare tutti. Fino a quando noi, non isoliamo gli asintomatici, ma solamente i sintomatici, e quelli che sono venuti a contatto con chi mostra sintomi, se sono veri i numeri che dicevamo prima, e’ evidente che stavamo prendendo un piccolo campione e non il campione piu’ grande che c’è, quindi, tutto quanto questo pone dei problemi di natura sanitaria e politica. E ovviamente, competono da una parte a Comitato Scientifico, dall’altra parte al Governo. Onorevole Rossi, credo che nelle situazioni di Sanita’ Medica, la politica non dovrebbe proprio mettere mano? “Credo che, piu’ che altro si debbano mettere d’accordo sulle responsabilita’, cioè piu’ volte all’interno delle conferenze abbiamo sentito i Medici che hanno detto, “noi diamo indicazioni ma le decisioni spettano alla politica”. Ora mi sembra che almeno negli ultimi giorni, abbiamo sentito la politica difendersi da determinate accuse, dicendo “a noi l’hanno detto i Medici”, ecco allora non si puo’ essere una palla che poi viene buttata nel campo dell’uno o dell’altro. Credo che le direzioni Sanitarie debbono avere il quadro della situazione, e che poi la politica debba assumersi le sue responsabilita’, senza rimandare la palla indietro. Faccio un esempio: Stavo guardando il modulo di autocertificazioni delle specifiche ecc, tipo nell’ultimo modulo, non mi sono ritrovato su tutto quanto quello che e’ stato detto e scritto, mi aspettavo per esempio di vedere, che ci fosse la possibilita’ di rientro alla residenza domicilio all’abitazione, e qualcuno aveva anche scritto, per tutti quelli bloccati dal lockdown possono ritornare a casa. Poi abbiamo visto, la questione dei congiunti ecc, mi sembra di interpretare il modulo, nel senso che tutte queste cose sono possibili solo in casi di necessita’ e urgenza, allora questo fatto non e’ stato esplicitato, cioè non e’ stato detto potete ritornare in caso di necessita’ e urgenza, potete andare dai congiunti, se questa interpretazione e’ sbagliata va bene, ma se non lo e’, sentendo gli echi parlare in un touchshow la Presidente della Regione Calabria e il presentatore, e’ gia’ stato detto che ci sono dal 4 maggio o sicuramente in quei giorni, i treni non sono gia’ piu’ prenotabili, perche’ sono tutti pieni in relazione alla gente che alla seconda ondata di persone che da Nord vanno a Sud. Allora non ci puo’ essere necessita’ d’urgenza per tutta questa gente, se la necessita’-urgenza e’ legata anche alla visita parenti, nel senso che c’è un’ urgenza di questa visita ai congiunti, non credo che ci sia tutta questa esigenza, allora anche qui’ bisogna capire bene quali sono le norme e qual è l’informazione che viene data. Non mi sembra fino ad oggi che addirittura nel momento in cui e’ stato aperto il discorso, nel senso di dire che tra i congiunti si possono individuare i fidanzati ecc, allora, o si possono andare a trovare, o ci deve essere un’urgenza ed una necessita’ per muoversi, credo che sia giusto dire in questo momento, necessita’ e urgenza, ma non e’ questa la comunicazione che mi sembra nei giorni scorsi sia assolutamente passata. Quindi c’è bisogno un po’ di informazioni precise sulla situazione sanitaria, su quelle che sono le direttive. Sul sito del Ministro del Governo c’è ovviamente il modulo di autocertificazione che man mano viene aggiornato, e in piu’ ci sono tutta una serie di domande e risposte che sono quelle di carattere generale, che le persone fanno ed hanno fatto, e credo che questo sia un esercizio che potrebbe essere di interesse comune perche’ ci sono molte risposte che sono assolutamente chiarificatrici. Anche perche’ evidentemente il Ministero dell’Interno ha due esigenze, da un lato di chiarire la gente, ma dall’altro di dare direttive ai tutori delle Forze dell’Ordine, delle Forze Armate che le devono fare rispettare, per cui è chiaro che laddove nell’ambito del Dpcm che sono stati emanati, esistono delle norme che sono come molte norme soggette poi a un’interpretazione, e’ ovviamente non ci puo’ essere un operatore delle Forze dell’Ordine che le interpreta in una maniera e un altro che le interpreta in un’altra, e’ giusto che venga disciplinato. Onorevole Rossi, che cosa ci auguriamo per questa Fase 2 ? “ La Fase 2, io non credo che abbia un riscontro immediato negli effetti che produce”. Credo che gli effetti di questi necessari contatti sociali, perche’ poi e’ chiaro che c’è una situazione ed e’ l’altra situazione quella creata dal Coronavirus, l’emergenza sociale, comunque e’ chiaro che questi contatti aumentando, aumenta la possibilita’ di nuovi contagi. Quindi, credo che effettivamente si possano riprogrammare certe situazioni, una volta che questa marea nuova di persone che si muovono, produrranno un certo livello di contagi e devono capire se quel livello quanto è sopportabile, quanti spazi residuali di assorbimento della struttura sanitaria possono rimanere per eventuali, ulteriori aperture, perche’ è evidente che se questa massa di lavoratori produce dei livelli di contagi molto alti, io non credo che si possa iniziare con una Fase 3 che mette a rischio effettivamente, anche perche’ e’ in dubbio che certe situazioni che hanno probabilmente prodotto o incrementato la letalita’ dei contagiati, possano essere state prodotte da un collasso della struttura sanitaria, ad esempio Lombarda, nel senso che e’ chiaro che a un certo punto se non hai piu’ spazio in Ospedale, ti tengo a casa, pero’ le cure non sono le stesse, quindi credo che la grande responsabilita’ in questo modo, la grande analisi che ci sia da fare adesso e’ che tipo di contagio produce questa nuova mobilita’ delle persone, e sulla base del livello che verra’ raggiunto che cosa si puo’ fare. Non credo che finira’ questa analisi, a mio avviso considerando anche gli sviluppi dei 10-15 giorni, non credo che si possa avere un punto di situazione prima della fine di maggio, meta’ giugno. La scienza in questo momento sta’ affrontando una situazione in cui forse in parte era preparata, ma non sicuramente in tutto. Se un contagiato guarito e’ autoimmune al Coronavirus, di nuovo per quanti mesi, e quanti anni restera’ immune, e’ una cosa che secondo me anche questa va’ studiata, e quando si dice che vinceremo, credo che vinceremo, perche’ la scienza ha le possibilita’ Mondiali di sconfiggere anche il Coronavirus, e questa deve essere la speranza. Bisogna avere l’accortezza, specie per chi e’ un po’ piu’ vecchietto, di assumere delle maggiori attenzioni e cautele con uno stile di vita che per forza di cose non puo’ che cambiare, perche’ anche nel momento in cui ci fosse 1 solo contagiato in Italia, arrivo all’assurdo, perche’ ci si arrivera’ solo quando avremo l’antidoto, uno non saprebbe mai se il contagiato e’ quello della porta accanto, oppure uno che sta’ a 1000 kilometri di distanza.

Torna su
SalernoToday è in caricamento