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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca Laureana Cilento

Scandalo in Cilento: calciatori e attori da tutta Italia per acquistare il diploma

Due fratelli, titolari di istituti scolastici paritari di Laureana Cilento e Ceraso, sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza mentre sono state denunciate altre 132 persone

Scandalo in Cilento: scovate dalle Fiamme Gialle due scuole fantasma. Due fratelli, titolari di istituti scolastici paritari di Laureana Cilento e Ceraso, sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza mentre sono state denunciate 132 persone, tra cui  coordinatori didattici, docenti, assistenti amministrativi, studenti ed ulteriori soggetti, operanti su tutto il territorio nazionale.  Sequestrati, inoltre, beni per 6,6 milioni di euro. Pesanti le accuse: associazione per delinquere, interruzione di pubblico servizio, truffa ai danno dello Stato e falso continuato. I baschi verdi di Agropoli, coordinati dal  Procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania, Giancarlo Grippo e dal sostituto Procuratore Alfredo Greco, hanno concluso le complesse indagini. I due istituti scolastici paritari furono già sottoposti a sequestro nel 2012, con l'obbligo di firma per altri sette tra coordinatori didattici, assistenti amministrativi e  “procacciatori ” di nuovi studenti provenienti da diverse regioni d’Italia.

Un vero e proprio sodalizio delinquenziale, quello capeggiato dai due fratelli, amministratori della società titolare delle parità scolastiche rilasciate dall’Ufficio Scolastico Regionale di Napoli per l’esercizio di Istituti per geometri e ragionieri. Già nel 2012, dunque, si giunse alla chiusura dei due “diplomifici”. Tra i coinvolti, anche insospettabili impiegati, e giovani calciatori ed attori che, in cambio di somme comprese tra i 2.500 ed i 5mila Euro, riuscivano ad ottenere un diploma da geometra o ragioniere senza frequentare le lezioni. Facendo irruzione nelle sedi scolastiche di Laureana e Ceraso e constatando che le 18 classi erano totalmente deserte, dunque, i finanzieri di Agropoli, con il successivo esame della ingente documentazione sequestrata presso le scuole e l’audizione di centinaia di studenti e docenti, hanno sventato il reato. Tra l'altro, gran parte degli iscritti avevano falsamente attestato di risiedere nel salernitano, ma in realtà abitano in altre regioni, tra cui Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Lazio, Calabria, Puglia e Basilicata.  

"I docenti si servivano di penne cancellabili per l’annotazione delle  assenze e delle lezioni sui registri di classe, in modo tale da poter successivamente  consentire l’aggiustamento delle registrazioni in segreteria, per evitare che gli  studenti superassero il tetto massimo di assenze per essere ammessi alle classi  successive, ovvero agli esami di Stato finali - spiegano i Finanzieri - Utilizzavano l’invio delle tracce relative alle prove di verifica programmate tramite il servizio postale agli studenti fuori sede, ricorrendo alla sistematica falsificazione dei certificati di idoneità al quinto anno degli studenti che venivano successivamente ammessi agli esami di Stato in assenza dei previsti requisiti". Come se non bastasse, è stata scoperta la fittizia iscrizione di numerosi alunni alle classi intermedie, che sono risultati effettivamente ignari della loro “partecipazione” quotidiana alle lezioni, necessaria per dimostrare il completamento dei corsi di studi presso gli istituti: tra questi, addirittura, una persona che aveva conseguito solo la licenza elementare. Emersa, dunque, la falsificazione di certificati di servizio rilasciati al personale amministrativo in cambio della somma di euro 5mila euro per attestare la fittizia prestazione del servizio per 4 anni scolastici, idonea per l’illegittima attribuzione di punteggio per l’immissione in ruolo nelle scuole pubbliche. Ancora, la mancata corresponsione degli stipendi ai docenti, che accettavano di firmare le buste paga pur non percependo alcun compenso, al fine di poter conseguire il punteggio per l’inserimento nelle graduatorie.

L'industria del falso fruttava oltre 5 milioni di euro sottratti a tassazione ai fini delle imposte dirette e 3,3 milioni ai fini Irap, nonché 730mila euro di ritenute sulle retribuzioni evase nel periodo 2004-2012. "Dal complesso di accertamenti eseguiti è emerso che alla fine del 2012 il mancato versamento delle imposte, nonché dei contributi previdenziali ed assistenziali sulle retribuzioni dei dipendenti, aveva generato un debito nei confronti dell’Erario pari a  5,7 milioni di euro, già affidato alla riscossione di Equitalia, che ha peraltro portato alla dichiarazione di fallimento (richiesto d’ufficio dalla Procura di Vallo della Lucania e sentenziato dal locale Tribunale) di due delle tre società riconducibili ai due fratelli, titolari di parità scolastica concessa dall’Ufficio Scolastico Regionale", hanno concluso i finanzieri. Beni immobili, automezzi, motoveicoli e disponibilità finanziarie, quindi, sono stati individuati dai baschi verdi: i due hanno commesso anche reati associativi e contro la pubblica amministrazione, gravi reati fiscali e di bancarotta fraudolenta, abusivismo edilizio, abusivo porto di armi, violazione delle prescrizioni di sorveglianza speciale, violazione agli obblighi di dimora e danneggiamento.

Oltre  6,6 milioni di euro, intanto, il reddito accumulato che ha permesso alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania di richiedere al Tribunale di Salerno l’emissione nei confronti dei due fratelli di una misura di prevenzione patrimoniale, eseguita dalle Fiamme Gialle di Agropoli, con il sequestro di  59 unità immobiliari conferite in un fondo patrimoniale alla fine del 2012 per tentare di “proteggerle” dai sequestri. Ad Agropoli, Laureana, Torchiara e Ceraso, dunque, si estende l'impero dei truffatori che vantavano anche 3 ville di pregio con piscina e numerosi appartamenti, nonchè 5 veicoli e disponibilità  finanziarie per ben 1,7 milioni di euro depositate sui conti oppure investiti in polizze assicurative, di cui 240mila euro posti a garanzia per l’acquisto in leasing, al prezzo di 2,5 milioni di Euro, di un noto albergo di Agropoli, attualmente in ristrutturazione.

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