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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

Disagi all'Usca: la voce degli utenti e le precisazioni dei sanitari, quando la rabbia e l'esasperazione producono più "bersagli" che soluzioni

Intanto, per lunedì 17 gennaio, è previsto l’arrivo dell’Esercito tanto atteso dagli stessi medici in servizio per supportare il servizio drive

"Non siete professionali, non avreste dovuto ascoltare i lettori". Questa l'accusa mossa da diversi medici e da alcuni operatori sanitari alla nostra testata che ha dato voce, giorni fa, allo sfogo - uno tra i tanti - di una lettrice esasperata per le attese da lei definite "bibliche" nell'ottenere i tamponi effettuati all'Usca di Salerno.  L'articolo-denuncia a cui abbiamo dato spazio, altro non è che la testimonianza diretta di una salernitana che ha avvertito disorientamento e abbandono da parte delle autorità sanitarie locali. Nessuna accusa specifica, nè termini usati senza il dovuto condizionale nell'articolo che, consapevolmente, abbiamo inteso realizzare in qualità di organo di informazione pronto ad accogliere le richieste di aiuto dei cittadini, troppo spesso probabilmente poco informati per via di campagne capillari non effettuate su temi delicati come quello sanitario. Così come di consueto, la nostra testata, dal canto suo, invita al buon senso comune da parte di tutti: i medici hanno lamentato di essere diventati, nelle ultime settimane, bersagli della rabbia e del malcontento dell'utenza. E, qualche medico - non tutti, fortunatamente - ha trovato, a sua volta, in una presunta cattiva informazione giornalistica il nuovo bersaglio contro cui scagliarsi, arrivando, addirittura, a ricondurre l'insoddisfazione dei pazienti, non alle sue reali motivazioni - quali disservizi e rallentamenti nei servizi e nell'assistenza sanitaria- ma all'informazione che, dando voce all'utenza, non svolgerebbe correttamente il suo lavoro. Senza voler commentare tale incommentabile accusa nei confronti di una categoria professionale come quella giornalistica che, in un clima emergenziale e drammatico, continua, con spirito di servizio, a sollevare problematiche e a fornire ottimi spunti per risolverle (vedi articolo Usca precedente ndr), ci limitiamo anche in questo caso a "fare oltre la nostra parte", ricordando quali siano le funzioni dell'Usca, al fine di indirizzare correttamente i cittadini a cui, a quanto pare, troppo spesso gli enti preposti non forniscono strumenti di informazione adeguati.

I numeri e le informazioni per accedere al servizio

Attualmente, presso l'Usca di Salerno, sono operativi 16 medici e 5 infermieri per un'utenza che, ogni giorno, prevede l'effettuazione di circa 500 tamponi e la presa in carico di visite domiciliari, il tutto previa prescrizione del proprio medico di base. Senza tale prescrizione, infatti, l'Usca non può offrire i suoi servizi. Ignari di tale "particolare", molti utenti che, provenienti anche da comuni limitrofi, affollano il punto di somministrazione dei tamponi di via Capitolo San Matteo, dopo attese infinite, apprendono di non poter essere accontentati senza la richiesta del proprio medico curante. Il servizio drive che apre alle 9 e chiude alle 13, negli ultimi giorni, inoltre, sta allungando l'orario fino al primissimo pomeriggio, proprio in virtù della lunga fila di auto quotidiana. E se lo scorso anno, ad eseguire i tamponi in modalità drive, era l'Esercito, proprio per alleggerire il flusso di lavoro del personale sanitario - di numero palesemente insufficiente rispetto alle reali esigenze dell'utenza e già oberato in modo indescrivibile - ad oggi, tale servizio viene eseguito solo dal personale medico. Intanto, il responsabile dell’Usca di Salerno annuncia che a breve la struttura, così come organizzato dal responsabile emergenza Covid dell’Asl, Arcangelo Saggese Tozzi, verrà migliorata e potenziata. E anche che per lunedì 17 gennaio, è previsto l’arrivo dell’Esercito tanto atteso dagli stessi medici in servizio. "I ritardi per i risultati dei tamponi processati non dipendono dall’Usca ma dai laboratori che analizzano i campioni prelevati",  ribadiscono, infine, dall'Usca.

Le conclusioni

In conclusione, quello che, probabilmente, non è stato chiarito a molti utenti è che senza prescrizione medica non è possibile effettuare i tamponi all'Usca, nè ricevere le visite domiciliari. Oltre ad aver riportato informazioni fondamentali in un momento emergenziale come quello che stiamo vivendo, da organo di informazione, sentiamo il dovere etico di auspicare maggiore comprensione nei confronti dei pazienti e reciproco rispetto tra professionisti che, pur appartenendo a settori diversi, dovrebbero lavorare sinergicamente, per la tutela della comunità tutta. Ultima considerazione: risulta più facile, a nostro avviso, giustificare la ricerca di un bersaglio da parte di un utente disperato e poco informato, invece che da parte di un professionista che, prima di additare responsabilità all'informazione, e in virtù della sua missione, dovrebbe adottare maggiore disponibilità nell'ascolto e individuare i punti di un sistema da migliorare, per evitare ulteriore confusione nell'utenza. Mettendo al primo posto l'umanità, prima di ogni - anche motivata - stanchezza e insofferenza nei confronti di utenti che, anche se in errore, andrebbero in ogni caso capiti e, in ogni modo, sempre aiutati. Proprio come già garantiscono altri numerosi professionisti sanitari che, pur nel silenzio, e troppo spesso senza gli adeguati supporti, non hanno mai smesso di prendere a cuore i loro pazienti, superando ogni reale possibilità per non lasciare nessuno da solo.
 

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