Bonifica ex discarica di Castellabate: Sgarbi scrive al ministro Provenzano

Il Comune è risultato beneficiario di finanziamento con fondi Por Campania di 1,3 milioni di euro che, adesso, rischia di andare perduto

Sarà informato il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, della questione dell'intervento di bonifica dell'ex discarica di Piano Melaino a San Marco di Castellabate, bloccato ormai da anni. E' quanto ha assicurato il deputato Vittorio Sgarbi nel corso di una videoconferenza stampa organizzata dal Comune costiero in provincia di Salerno, annunciando che si farà portavoce con l'esponente di Governo. Quello realizzato dall'Amministrazione comunale è un progetto di recupero di un'area di notevole interesse paesaggistico e naturalistico e, per il quale, il Comune è risultato beneficiario di finanziamento con fondi Por Campania di 1,3 milioni di euro che, adesso, rischia di andare perduto. A seguito di una variante per via di un ampliamento del progetto originale, sono stati ottenuti i pareri favorevoli da parte di tutti gli Enti interessati.

La querelle

Manca, secondo quanto riferito dal sindaco Costabile Spinelli, quello della Soprintendenza di Salerno e, quindi, del ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo. Difatti, è stato presentato un ricorso alla presidenza del Consiglio. "Il livello politico a questo punto è inevitabile", sottolinea Sgarbi evidenziando che, "da un lato è necessario che il sindaco e il presidente della Regione Campania De Luca facciano il loro intervento; da parte mia, parlerò con il ministro Provenzano che mi pare il più adatto a risolvere il contenzioso. Lo chiamo e gli chiedo di mettersi in contatto con il sindaco per avere lo stato della pratica". Per il Comune di Castellabate, le motivazioni di un presunto blocco fornite dalla Soprintendenza sono "insufficienti" e, di fatto, "hanno bloccato un intervento atteso e importante per la salvaguardia dell'ambiente e della salute". Per il presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Tommaso Pellegrino, "questo è esattamente l'esempio della inefficienza di un Paese. Stiamo parlando, in questi giorni, di sburocratizzazione. Questa è la conferma di come l'Italia sta morendo nella burocrazia, sta in una palude burocratica". Ripercorre, dunque, le tappe della vicenda: "2014 c’è il finanziamento, 2016 inizio dei lavori, siamo nel 2020 e siamo completamente fermi perchè abbiamo dovuto avere gli infiniti pareri dei vari Enti. Poi, basta un singolo Ente che decide di non dare un parere e noi blocchiamo un'opera certamente utile per non fare una riqualificazione di un territorio". Il componente del direttivo nazionale di Legambiente, Michele Buonomo, ricordando che la Campania "paga una sanzione, in questo momento, di 120mila euro al giorno all'Unione europea per la mancata bonifica delle discariche", apre a due scenari: "La possibilità che si perda definitivamente o per molti anni un finanziamento che potrebbe chiudere una vicenda; dall'altro, le ragioni della Soprintendenza che, evidentemente, si attiene a delle norme rigorose". "Dispiace - aggiunge - che si sia arrivati a questo contenzioso quasi insanabile" perche' "la situazione dei rifiuti in Campania continua a restare grave", osserva, riconoscendo che "da una lettura dei documenti, non mi pare ci fosse una situazione che offrissero difficoltà insormontabili"

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