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Frutti di mare

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Commercio dei frutti di mare: il divieto del sindaco contro epatite A, tifo e paratifo

Nuova ordinanza comunale nell'ottica della prevenzione di alcune malattie infettive quali epatite A, tifo e paratifo per il consumo dei frutti di mare raccolti in aree non classificate o soggette a restrizioni

Nuova ordinanza comunale nell'ottica della prevenzione di alcune malattie infettive quali epatite A, tifo e paratifo per il consumo dei frutti di mare raccolti in aree non classificate o soggette a restrizioni per l'accertata presenza di parametri microbiologici, chimici e fisici non conformi ai limiti di legge.

Considerato che il consumo indiscriminato di cozze, vongole, lupini, cuori, capesante, cannolicchi, tartufi di mare, telline ed altro può essere causa di una possibile recrudescenza delle malattie infettive, il sindaco Vincenzo Napoli invita i cittadini ad acquistare i frutti di mare esclusivamente dai rivenditori autorizzati e a non consumarli crudi: la cottura deve essere completa per l’inattivazione dei microrganismi patogeni.

Inoltre, il primo cittadino vieta la raccolta di tali pesci e la vendita in forma ambulante non autorizzata, nell'osservanza delle norme sanitarie applicabili alla produzione e commercializzazione dei frutti di mare vivi, secondo i Regolamenti comunitari vigenti. Chi non rispetta tale divieto, è punibile con sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, anche con una denuncia.

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