Web criminale, dodici aziende salernitane ricattate dagli hacker

I titolari hanno sporto denuncia alle forze dell’ordine a seguito di attacchi estorsivi da parte di operatori informatici illegali

Numerose aziende salernitane sono finite nel mirino degli hacker. In particolare sono dodici, tra studi professionali e aziende, che hanno sporto denuncia alle forze dell’ordine a seguito di attacchi estorsivi da parte di operatori informatici illegali.

I dettagli

Le imprese colpite – riporta Il Mattino - si ritrovano l’archivio infettato dal “Kriptoki”. Si tratta dell’ evoluzione del cryptolocker, il ransomware (riscatto della merce) che riesce a criptare il contenuto del pc finché non si paga un riscatto, con una innovativa modalità di attacco. Bucando il sistema operativo Windows Server tramite la porta di desktop remoto, gli hacker entrano in possesso, per qualche momento, delle macchine informatiche dell’azienda. La prima azione portata a compimento è stata la cancellazione delle copie salvate di backup, sia sul computer, sia sulle periferiche ad essi collegate tramite cavo usb. Successivamente hanno proceduto a crittografare tutti i file, formato Pdf, Word, Exel e via dicendo, che erano presenti in memoria.

Alla fine gli hacker pretendono 2,5 Bitcoin per sbloccare i documenti. Un Bitcoin, la famosa criptomoneta, viene scambiato a circa 3mila euro che, moltiplicati per 2,5, fa 7mila e 500 euro.

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