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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Eboli

Droga nella Piana del Sele, ordinazioni su Facebook: blitz dei carabinieri, arrestate 31 persone

"Birra, donne e scarpe": parole in codice per ordinare lo stupefacente. 27 persone sono finite in carcere e 4 agli arresti domiciliari. Minacce ed estorsioni ad Eboli

"Birra, donne e scarpe": le parole in codice servivano per ordinare la droga e l'ordinazione avveniva attraverso messaggistica Facebook, Instagram, Whatsapp. Un traffico di droga fiorente, nella Piana del Sele, è stato interrotto dai carabinieri. 27 persone sono finite in carcere e 4 agli arresti domiciliari. Minacce ed estorsioni ad Eboli. Dalle prime luci dell'alba, è in corso l’operazione antidroga Final Cleaning condotta da carabinieri del Comando Provinciale di Salerno nelle province di Salerno, Napoli e Varese. I militari stanno eseguendo un provvedimento cautelare, emesso dal GIP del  Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 31 persone (27 in carcere e 4 agli arresti domiciliari).

Il video del blitz

I dettagli

Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata all’acquisto, detenzione, messa in vendita, trasporto, offerta, consegna, distribuzione e commercializzazione di rilevanti quantità di sostanze stupefacenti, in particolare di cocaina, marijuana ed hashish. L’attività investigativa ha consentito di individuare due distinti gruppi criminali, di cui uno facente capo alla famiglia D’Alterio di Campagna ed uno a Cosimo Dianese di Eboli, che avevano autonomamente organizzato una fittissima rete di spaccio che operava nei Comuni della Piana del Sele. Le infagini sono cominciate nel 2019: gli inquirenti hanno accertato che Dianese, allo scopo di assicurarsi il controllo delle piazze di spaccio, non esitava ad intimidire possibili concorrenti. E' accaduto, ad esempio, a marzo 2019: responsabile, in concorso con A.F., G.P., C. P., dell’incendio doloso di quattro auto all’interno della rivendita “Mayo’s Car”, con sede ad Eboli. Dianese, infatti, riteneva che il proprietario dell'esercizio commerciale potesse essere un possibile concorrente nella gestione dello spaccio di stupefacente ad Eboli. Due mesi dopo, a maggio 2019, lo stesso Dianese fu vittima di estorsione subita da G.M. come mandante e V.C. con D.S. quali esecutori: fu recuperato il credito di una fornitura di cocaina non pagata, valore di circa 3500 euro. Gli indagati usavano un linguaggio criptico, in codice: “bomba a mano”, indicavano la cocaina già confezionate e un chilo di pasta per indicare la quantità di stupefacente che doveva essere garantita. “Birra, donne o scarpe”, indicavano il tipo di stupefacente che doveva essere consegnato. La droga veniva ordinata attraverso messaggistica Facebook, Whatsapp ed Instagram: gli spacciatori venivano contattati dagli assuntori, tutti maggiorenni, per concordare il luogo, la quantità e l’orario dell'acquisto.

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