Beccato in casa con la droga, perizia "scagiona" l'ex boss Ciro Persico

E’ quanto emerge dalla consulenza psichiatrica formulata, ieri mattina, dal neuropsichiatra Tito De Marinis, incaricato dal gup del tribunale di Salerno di valutare la sua capacità di intendere e di volere. "Semi infermità mentale" il responso

Il tribunale di Salerno

All’ex boss del centro storico di Salerno, Ciro Persico, sarebbe stata riconosciuta una semi nfermità mentale. E’ quanto emerge dalla consulenza psichiatrica formulata, ieri mattina, dal neuropsichiatra Tito De Marinis, incaricato dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Salerno di valutare la capacità di intendere e di volere del padre di Vincenzo Persico, detto “Coca coca”, ucciso in un agguato a Montecorvino Rovella nel 2014 per motivi legati allo spaccio di droga. A chiedere la perizia erano stati proprio i suoi legali, condizionando al suo esito la richiesta di abbreviato a carico dell’ex boss. Ora resta da stabilire se la patologia (secondo i legali sarebbe psicopatico) incide sui reati che gli vengono contestati dalla Procura Antimafia. Il gup, quindi, farà ulteriori valutazioni nei prossimi giorni e la sentenza sarà emessa il prossimo 19 gennaio.

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Il blitz

Nel novembre 2017, durante un’operazione dei carabinieri all’interno della sua abitazione in via Masuccio Salernitano, l’ex boss fu arrestato in flagranza per detenzione di sostanze stupefacenti. Nel corso del blitz furono sequestrati otto chili e mezzo di hashish, due chili di cocaina, materiale per il taglio e il confezionamento della droga. In casa, però, Persico non era solo. Con lui vi c’erano anche il rapper neomelodico salernitano “Murzett” (all’anagrafe Gerardo Rispoli), e U.V di San Cipriano Picentino. Secondo gli inquirenti tutti e tre stavano svolgendo una riunione operativa per lo spaccio delle sostanze stupefacenti.

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