Droga e telefonini al cliente detenuto: avvocato in silenzio davanti al giudice

La Polizia vuole capire se quello verificatosi due giorni fa sia stato un episodio isolato oppure se invece nella casa circondariale del capoluogo si sia innescato un vero e proprio sistema per rifornire illegalmente i detenuti di strumenti non consentiti

E’ accusato di spaccio e favoreggiamento per aver ceduto a un suo cliente detenuto nel carcere di Fuorni dieci telefonini e alcune dosi di sostanza stupefacente durante un colloquio. Per questo un avvocato di Capaccio è da due giorni dietro le sbarre e nelle ultime ore si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al pm Rinaldi della Procura di Salerno.  

L'inchiesta 

Proseguono, intanto, le indagini per risalire a chi erano destinati i cellulari e la droga. La Polizia Penitenziaria vuole capire se quello verificatosi due giorni fa sia stato un episodio isolato oppure se invece nella casa circondariale del capoluogo si sia innescato un vero e proprio sistema per rifornire illegalmente i detenuti di strumenti non consentiti come, appunto, i telefonini. Da tempo i sindacati della Polizia Penitenziaria chiedono un rafforzamento del personale e strumentazioni più moderne per effettuare i controlli. 

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