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Eboli, l'ambulanza arriva in ritardo: muore 44enne

La tragedia si è consumata in via Ripa, a pochi metri dall'ospedale cittadino. Il cognato-sindacalista Scotillo denuncia: "Il mezzo di soccorso arrivato era privo del rianimatore, va cambiata la rete di emergenza territoriale"

E’ passata esattamente una settimana dalla morte di Silvia Coscia. Ma la sua storia drammatica viene raccontata soltanto oggi dalle colonne del quotidiano Il Mattino. Martedì scorso la quarantaquattrenne è stata colta da un improvviso infarto mentre si trovava in uno studio medico a trecento metri dall’ospedale di Eboli. Soltanto che l’ambulanza – come spiega il cognato Rolando Scotillo (sindacalista della Fisi) – è arrivata con 45 minuti di ritardo. Non solo, ma il mezzo di soccorso giunto in via Ripa era anche privo del rianimatore.

Scotillo, avvolto dal dolore, piange la cognata ed è addolorato per le due nipoti di quattordici e dodici anni rimaste senza la loro mamma. Ma il problema legato all’organizzazione della rete di emergenza territoriale fu sollevato proprio da lui lo scorso mese di novembre senza ricevere alcuna risposta. Ora, dopo la tragedia, ha scritto alla lettera-denuncia al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al prefetto di Salerno Salvatore Malfi e ai vertici dell’Asl affinchè intervengano su questa problematica che rischia di mietere altre vittime.

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