Morte Ciancio ad Eboli, Vicinanza: "Colpa dei sindacalisti che non tutelano i lavoratori"

Il sindacalista provinciale della Cisal chiede un intervento immediato al Procuratore Lembo

Vicinanza

“La morte di Vito Ciancio ha dei precisi mandanti: i sindacalisti che dimenticano di svolgere il proprio compito non tutelando i lavoratori e gli imprenditori che, oltre gli accordi di facciata che non vengono rispettati, trasgrediscono ogni più elementare norma sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”. Usa parole dure Gigi Vicinanza, sindacalista della Cisal provinciale, per commentare l’ennesima tragedia sul lavoro verificatasi all’alba di oggi in un’azienda di Eboli. ,

La denuncia

E’ una dichiarazione amara quella di Vicinanza che ricorda: “Dalla morte di Salvatore Sirica, il 2 maggio scorso, sono passati 27 giorni. Ventisette giorni in cui ho sentito bellissime parole da parte dei miei colleghi e tra i vertici delle organizzazioni datoriali. Ma in pratica non è cambiato assolutamente nulla. Non c’è stato un confronto tra imprenditori, aziende e sindacati dopo la prima morte bianca di questo mese, avvenuta peraltro a ridosso della festa dei lavoratori. Vengo additato per visionario quando continuo a chiedere un piano di intenti per evitare che il sangue sgorghi ancora tra i macchinari delle aziende del territorio. Invece no. Ci piace spendere migliaia di euro per la formazione, a volte fittizia, ma non vogliamo veramente difendere la vita dei lavoratori”.

Poi lancia un appello al capo della Procura della Repubblica di Salerno, Corrado Lembo. “Ho apprezzato la sua sensibilità in certi frangenti e chiedo di aprire un’inchiesta rigorosa, che porti in tempi brevi a chiudere il cerchio sulle responsabilità dell’incidente di oggi e quello del 2 maggio scorso. Chi ha ucciso Vito Ciancio e Salvatore Sirica, entrambi figli di Bellizzi? Sicuramente non i loro colleghi di lavoro, che hanno provato a strapparli alla morte fino all’ultimo. Ad averli ammazzati sono i colletti bianchi che si riempiono la bocca di belle parole, ma poi ammazzano il lavoro nel Salernitano” conclude il sindacalista.

Le reazioni

Il segretario della Flai Cgil Giovannina Basile:

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"L’agricoltura, insieme all’ edilizia, si confermano i settori a più alto rischio di incidenti mortali. Esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia e chiediamo che venga fatta al più presto luce sulle dinamiche dell’incidente per individuare prontamente le responsabilità. E’ inutile ricordare dopo ogni incidente mortale, che la sicurezza sui luoghi di lavoro deve rappresentare una delle priorità di investimento delle aziende, e non soltanto un costo, per non dover continuare a contare morti che trasformano una normale giornata di lavoro in una tragedia".

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