Eboli, tre tele storiche tornano nelle chiese di San Francesco e Santa Maria della Pietà

Si tratta di opere riprodotte in scala originare, attualmente ospitate presso il Museo Diocesano San Matteo di Salerno. L’iniziativa rientra nella manifestazione “Arte in Eboli”, voluta dal Comune

La conferenza stampa

Tre tele storiche, di assoluto valore artistico, torneranno ad Eboli. Si tratta di opere riprodotte in scala originare, attualmente ospitate presso il Museo Diocesano San Matteo di Salerno. L’iniziativa rientra nella manifestazione “Arte in Eboli”, voluta dal Comune di Eboli in collaborazione con Weboli e Centro Culturale Studi Storici e la collaborazione del Liceo Artistico Carlo Levi. Arte in Eboli è una vera e propria rassegna di storia dell’arte, che si sviluppa attraverso tre convegni incentrati sulle tre opere che torneranno ad Eboli nei luoghi in cui erano esposte originariamente nei secoli scorsi, nelle chiese di San Francesco e Santa Maria della Pietà. La manifestazione è stata presentata questa mattina nell’aula consiliare. “La rassegna punta a recuperare ad Eboli le tre opere, seppure in riproduzione, puntano sul recupero della storia che accompagna le tele - ha illustrato Vito Leso, di Weboli - Avremo tre appuntamenti con relazioni storiche, architettoniche ed artistiche e conteremo su un relatore esterno in ogni singola occasione”.

Peppe Barra, patron del Centro Culturale, si occuperà di illustrare i luoghi in cui le opere sono nate; Alessio Scarpa spiegherà l’ambientazione storica originaria. “Eboli ha un patrimonio diffuso - ha commentato Gerardo Pecci, direttore scientifico della manifestazione -. Le opere d’arte ci raccontano la storia e i luoghi, leggerle significa leggere la storia”. Le opere che torneranno ad Eboli in copia riprodotta sono “La crocifissione di Eboli” di Roberto d’Oderisio; “La Madonna di Costantinopoli” di Andrea Sabatini e “L’incoronazione di Eboli”, di autore sconosciuto, ribattezzato Maestro dell’Incoronazione di Eboli. “Piantiamo un nuovo tassello per la crescita culturale del territorio e della nostra comunità – ha sottolineato il sindaco Massimo Cariello -, uno strumento per elevare il livello culturale e di attrazione della città. Le opere torneranno ad Eboli grazie ai rapporti con il Museo diocesano, che abbiamo ripreso dopo che si erano interrotti per anni, così accreditando Eboli quale veicolo culturale. E’ anche la dimostrazione di quanto oggi il Comune investa sulle proprie eccellenze, con studiosi che si mettono al servizio della crescita culturale. Anche con quest’ultima manifestazione la nostra città si segnala sempre più quale riferimento culturale nell’intero territorio regionale, perché in tanti sanno che Eboli offre appuntamenti e cultura tutto l’anno, non singoli eventi nel deserto e questo aumenta la capacità di attrazione, come verificato con numerose presenze anche nel periodo pasquale”.

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Il primo appuntamento è previsto per sabato 22 aprile, alle 19,30, presso la chiesa di San Francesco con “La crocifissione di Eboli” di Roberto d’Oderisio; il 4 agosto, ancora nella chiesa di san Francesco, appuntamento con “La Madonna di Costantinopoli”, di Andrea Sabatini; ultimo appuntamento il 25 novembre, nella chiesa Santa Maria della Pietà, con “L’incoronazione di Eboli”.

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