Eccellenza, l'attuale rettore Arturo De Vivo della prestigiosa universita' degli Studi di Napoli "Federico II"

A Cura di Valentina Busiello.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Eccellenza, l’Università degli Studi di Napoli Federico II la piu’ grande del Mezzogiorno, una delle piu’ grandi del Paese. Il suo Magnifico Rettore, attuale, il Professore Arturo De Vivo gia’ Prorettore della prestigiosa Università Federico II. Professore Arturo De Vivo, la sua figura di umanista, si coniuga perfettamente con quella del professionista dalle straordinarie capacità organizzative e gestionali. L’esperienza maturata presso le varie sedi universitarie, e soprattutto nell’Ateneo Federico II - quale componente del Senato Accademico, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Direttore del “Centro di Ateneo per la Comunicazione e l’innovazione organizzativa” ed infine quale Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici. Ci illustra nella situazione attuale che stiamo vivendo a causa di una pandemia, oggi 07/04/2020, all’interno dei programmi, come si stanno evolvendo i corsi Universitari e i vari esami dell’Ateneo? “Nel mio curriculum ci tengo anche a ricordare, che a lungo sono stato Direttore Regionale della Scuola di Formazione degli Insegnanti, è un campo in cui ho lavorato molto, proprio perché la formazione degli insegnanti è anche un aspetto strategico della formazione universitaria”. Alla luce di tutte queste esperienze, mi sono trovato ad affrontare una situazione di emergenza del tutto inattesa. Stiamo vivendo attualmente in questa situazione di pandemia un evento che nessuno poteva prevedere e che purtroppo ci ha colti alla sprovvista. E il ruolo dell’Università in questa fase di emergenza è ancora più decisivo, perché la Ricerca e la Formazione mai come in questo momento dimostrano di essere l’aspetto qualificante nella vita di un Paese. Per queste ragioni l’Università Federico II, che in questo momento mi trovo a dirigere, perché il 10 gennaio il Rettore Gaetano Manfredi è stato nominato Ministro dell’Università e della Ricerca, motivo di grande orgoglio per tutto l’Ateneo, si è impegnata per garantire ai suoi tanti studenti, circa 75 mila, di continuare ad avere la loro formazione, di continuare a vedere tutti i loro diritti rispettati. Abbiamo messo in piedi un offerta didattica, in questo secondo semestre, tutta quanta erogata a distanza. E’ importante sottolineare che, la Federico II da molti punti di vista non era impreparata sulla didattica a distanza, perché da quasi 15 anni può contare in questo campo su una esperienza che sicuramente è la più importante in Europa, in grado di competere anche con le più importanti Università Americane, ed è l’esperienza di “Federica”. Federica e’ una nostra piattaforma di offerta multimediale all’avanguardia, diretta dal Professore Mauro Calise. I nostri corsi di “Federica” (circa 300) sono già on line, aperti a tutti, e oggi lo staff di “Federica” ha organizzato una Task Force, per realizzare altri corsi da offrire agli studenti, corsi che vengono erogati non in sincrono, ma sono messi in rete, cosi che lo studente può seguirli quando vuole nella giornata. Alcuni corsi di laurea, come ad esempio il corso di informatica, sono erogati pressoché interamente, e in molti casi i docenti che tengono impartiscono il loro insegnamento sono non solo della Federico II, ma provengono da importanti Atenei italiani e stranieri. Ovviamente, questa situazione di emergenza chiama un Ateneo come la Federico II a garantire le lezioni per tutti i suoi 156 corsi di studio, che comportano un numero di insegnamenti da erogare nel secondo semestre pari a quasi 3500. E così, a partire dal 16 marzo, utilizziamo insieme con “Federica”, altre piattaforme, tra cui in particolare Microsoft Teams che la Federico II aveva già a sua disposizione grazie ad un accordo con la CRUI - Conferenza dei Rettori delle Università italiane, per erogare in streaming, quindi in diretta, migliaia di corsi. L’uso di questa piattaforma ci consente di fare anche a distanza gli esami, le sedute di laurea, il ricevimento studenti, e a tenere anche le riunioni degli Organi Collegiali. Ciò è possibile anche grazie ai sistemi informatici della Federico II che danno supporto a tutte le attività, e grazie alla disponibilità degli studenti, i quali - soprattutto quelli più giovani - sono dei “nativi digitali”, e quindi hanno grande dimestichezza con l’uso di queste tecnologie. Professore De Vivo, nel Complesso Federiciano Universitario a San Giovanni a Teduccio, abbiamo Corsi d’Eccellenza come la Apple Academy e la Digita Academy. L’Universita’, secondo lei, come stimola i giovani verso il futuro? “A San Giovanni a Teduccio, con le Academy si è istituito un vero e proprio Polo di eccellenza, in collaborazione con aziende di rilevanza internazionale”. Il Polo di San Giovanni, dal punto di vista dell’innovazione,anche della didattica, rappresenta un’esperienza importante che la Federico II puo’ vantare. E’ evidente che la Federico II, è una Università generalista in presenza, che si fonda sulla interazione ersonale di tutti i membri della sua comunità. In questo momento di distanziamento sociale le risorse digitali ci consentono di tenere unità l’intera comunità, e di erogare un servizio che altrimenti si sarebbe interrotto. Le nuove tecnologie sono un’opportunità che terremo in grande considerazione anche quando ritorneremo alla didattica in presenza perché possono potenziare l’offerta didattica e formativa della Federico II. C’è poi la ricerca, che è necessario continuare, perché mai come in questo momento appare evidente che sulla ricerca si basa il futuro di un Paese. Desidero, in questo contesto, anche sottolineare lo sforzo che sta sostenendo l’Area Medica del nostro Ateneo. Da un lato è impegnata nella didattica come tutti gli altri ambiti, e quindi anche la didattica dell’Area Medica viene impartita a distanza, ma i colleghi medici prestano il loro servizio anche per l’emergenza Covid 19 nell’ambito del Servizio Sanitario Regionale e Nazionale. Presso il Policlinico della Federico II, ad esempio, c’è uno dei primi Centri autorizzati per praticare i tamponi che accertano la presenza del virus e ci sono tanti colleghi impegnati anche per la Ricerca sul Covid19. Professore De Vivo, lei e’ un’Eccellenza del nostro Mezzogiorno d’Italia, del panorama culturale dell’istituzione Universitaria, da subito si è distinto per le brillanti doti intellettuali che lo hanno portato a ricoprire diversi ruoli della docenza accademica in numerosi Atenei del Meridione, e in particolare alla Federico II. Tra le sue circa 200 pubblicazioni ci sono quelle incentrate sulla letteratura scientifica latina, tra le quali l’edizione critica dell’Aetna, accompagnata da una serie di studi sulla tradizione manoscritta del componimento, compreso nell’Appendix Vergiliana, e sui suoi aspetti propriamente letterari. Ci illustra, com’è nato questo interesse per la letteratura scientifica? “ L’interesse per la letteratura scientifica nasce quando all’interno della scuola di latino, guidata prima dal Professore Arnaldi e poi dal Professore Armando Salvatore, abbiamo lavorato in équipe alla edizione critica delle cosiddette opere giovanili di Virgilio, comprese nella raccolta dell’Appendix Vergiliana. Negli anni ‘80 ho preparato l’edizione di un testo pseudovirgiliano intitolato Aetna, perché l’anonimo autore parla dei fenomeni vulcanici, in particolare dell’Etna. Dalla poesia scientifica sono passato alla prosa scientifica, e quindi a Seneca, che è autore di un trattato sulle scienze naturali (Naturales quaestiones). Di qui, a dimostrazione del fatto che la ricerca è sempre occasione di avanzamento della conoscenza, ho cominciato a collaborare con un gruppo di scienziati per fare una censimento delle aree italiane soggette a fenomeni sismici. Questo perche? “Gli scienziati, cercavano di individuare, anche attraverso la storia dei fenomeni quelle aree sismiche in cui non dovessero essere costruite centrali elettriche”. Il gruppo con cui ho collaborato si è interessato di studiare quelle aree del territorio italiano e soprattutto campano, che nel tempo fossero state soggette a terremoti. In particolare ho approfondito le testimonianze letterarie e questo ad esempio, mi ha portato ad interessarmi dei fenomeni sismici dell’Isola di Ischia, interagendo con vulcanologi, geologi, studiosi di prevenzione sismica. Professore De Vivo, quindi la Ricerca storico-letteraria è importante anche per le ricadute in aree propriamente scientifiche? “Certamente. Vengo a un esempio: a fronte di un’approssimazione cronologica molto larga che può venire da sistemi di calcolo come quello del carbonio 14, quando si riesce a trovare una testimonianza scritta, è possibile definire l’anno preciso in cui un fenomeno si è verificato”. Professore De Vivo, vogliamo lasciare un consiglio da parte sua ai giovani ricercatori? “ La Ricerca non procede mai per salti, c’è bisogno di costanza e di impegno continuo”. Quindi anche in un momento così difficile come quello in cui stiamo vivendo, la Ricerca deve continuare, perché l’impegno costante è quello che garantisce la qualità della nostra vita, e oggi è l’unica strada che, come tutti auspichiamo, ci porterà a vincere anche il virus Covid19. E ricerca di qualità si svolge anche nel Mezzogiorno, nelle nostre Università campane, che rappresentano anche una speranza per una Regione che attraverso la Ricerca può ambire a competere su una ribalta Mondiale. Professore De Vivo, ci illustra in quest’anno 2020 una sua considerazione alle porte della 41 esima edizione del Premio Dorso? “Noi della Federico II, insieme all’Associazione Dorso e agli Enti che collaborano al premio, ci adoperiamo all’individuazione di quelli che sono gli Ambasciatori del Mezzogiorno, e ricevono un premio così prestigioso”. Mi auguro che anche la cerimonia del 2020 si possa svolgere con la solennità che caratterizza sempre questa manifestazione.

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