Niente ecografie all'anca per i neonati all'ospedale di Polla: il Codacons scrive all'Asl

Il responsabile Roberto De Luca denuncia: "E' stata effettuata una conta virtuale dei posti letto e, contrariamente a quanto riportato nell’Atto Aziendale, essi risultano essere 174 e non già 212"

La notizia del fatto che alcuni genitori non hanno potuto prenotare l’esame ecografico all’anca per i loro bambini, al terzo mese di vita, presso l’unità operativa di Radiologia del presidio ospedaliero  di Polla - che non avrà mai più un “primario” essendo stata declassata ad Unità Operativa Semplice Dipartimentale a differenza della Unità Operativa di Radiologia del presidio ospedaliero di Oliveto Citra, che rimane Unità Operativa Complessa(UOC), quindi diretta da un “primario” - ha destato molta preoccupazione nella popolazione locale. Si presume, infatti, che, per effettuare questa tipologia di esame, i genitori dei neonati saranno costretti a ricorrere o a un’altra struttura ospedaliera, al di fuori del Vallo di Diano, tra cui Oliveto Citra, oppure alle strutture del Distretto Sanitario n. 72 a Sala Consilina.

Per questo il responsabile del Codacons Roberto De Luca ha inviato una lettera al direttore generale dell’Asl di Salerno, affinché “in base all’art. 3 della Costituzione Italiana e al dichiarato obiettivo dell’Asl di garantire equità negli accessi alla sanità, si possa riattivare, nel più breve tempo possibile, il servizio di esame ecografico all’anca per i neonati presso il Presidio Ospedaliero di Polla”. “Noi – spiega - siamo convinti (e questa convinzione emerge da dati e da fatti ben dettagliatamente documentati e non già da rappresentazioni meramente suggestive del problema) che il ruolo centrale che il P.O. di Polla ha rivestito nel passato nel campo della sanità locale non sia stato riconosciuto appieno dall’Azienda Sanitaria negli ultimi anni. Uno di questi dati è la progressiva diminuzione di posti letto e la scomparsa di interi reparti (oggi denominati “Unità Operative”) nel corso del tempo. Per citare solo un dato, agli oltre trecento posti letto degli anni ’90, si contrappongono oggi i 212 posti letto programmati, così come riportati nell’Atto Aziendale. Ma a guardare più a fondo, si possono contare solo 174 posti letto nel presidio ospedaliero di Polla”. E vediamo perché: “i 20 posti letto della UOSD Recupero e Riabilitazione (che non è un servizio destinato ai malati acuti, ma prevede lungodegenza) non sono immediatamente riscontrabili nelle attuali strutture; lo stesso vale anche per i 4 posti letto destinati alla UOSD di Gastroenterologia; per gli 8 posti letto di Psichiatria, abbiamo appreso dalla stampa che il personale di questa UOSD è stato trasferito a Vallo della Lucania;  i 6 posti letto di Otorinolaringoiatria semplicemente non esistono, non essendo presente l’Unità Operativa”.

Insomma si possono contare complessivamente 174  posti letto, quasi la metà dei posti letto destinati all’ospedale di Polla-Sant’Arsenio negli anni ’90. “Naturalmente – denuncia De Luca -  c’è chi, da questo irreversibile declino, ha saputo trarre vantaggi. Altrimenti non si spiegherebbe il perdurare di una classe dirigente che, da oltre trent’anni, arreca pregiudizi al nostro territorio. La stessa classe dirigente che ha saputo tramandare un metodo di lavoro (fumo negli occhi, arroganza e menzogne) e che si appresta a perpetuarsi senza un’alternativa vera, che sappia interpretare la lotta per il bene comune come prioritaria rispetto agli interessi di bottega e personali”.              

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