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Ecosistema Scuola 2012, Salerno al 65° posto

Nel dossier di Legambiente bassa posizione in classifica per il comune capoluogo. La migliore delle campane è Benevento. Scuole regionali per l'83,33% in aree a rischio sismico

Salerno è al 65° posto (su 89 città capoluogo) nella speciale graduatoria stilata da Legambiente in occasione di Ecosistema Scuola 2012, giunto alla XIII edizione, che fotografa la situazione sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado nelle scuole italiane. Nella classifica generale Salerno si trova nella parte bassa della graduatoria. La migliore delle città campane è Benevento (26° posto), segue Napoli (29° posto) mentre Avellino e Caserta sono rispettivamente al 79° e 80° posto. Diverse le "sotto - classifiche" che hanno determinato la classifica generale.

GRADUATORIA DELLE BUONE PRATICHE - Questa graduatoria, si legge nel rapporto di Legambiente, costruita mettendo insieme tutti dati relativi alle pratiche ecocompatibili, presenta nelle posizioni più alte i comuni che hanno investito di più in servizi e pratiche ecocompatibili. I parametri sono relativi a: disponibilità del servizio di scuolabus, attivazione pedibus, finanziamenti per attività educative delle scuole e progetti rivolti agli under 14, sicurezza urbana nelle aree esterne agli edifici scolastici, mense scolastiche e pasti biologici, raccolta differenziata dei rifiuti nelle scuole, utilizzo di fonti d’illuminazione a basso consumo, fonti di energia rinnovabile negli edifici scolastici. In questa graduatoria Salerno si trova al 55° posto (su 89 comuni capoluogo che hanno fornito dati completi) con il punteggio di 58,92. Anche in questo caso la migliore delle campane è Benevento (26° posto con 83,43 punti). Napoli è 49° con 61,14 mentre Caserta con 21,73 punti si trova all'82° posto. Avellino è quintultima (85°) con 17,44.

GRADUATORIA DEL RISCHIO - Come riferito da Legambiente, I dati riportati rappresentano i comuni dove le scuole sono esposte a un maggiore rischio ambientale interno ed esterno. Nelle posizioni più alte ci sono i comuni le cui scuole hanno una esposizione maggiore al rischio. Tra gli indicatori vi sono l’esposizione a fonti d’inquinamento interno come l’amianto e il radon, la presenza di fonti d’inquinamento atmosferico, elettromagnetico, acustico, industriale, sia tra 1 e 5 km che entro 1 km, i monitoraggi ambientali. Legambiente come molti dei dati richiesti (in particolare sulla presenza di fonti d’inquinamento esterno) sono di difficile reperibilità da parte dei comuni per la mancanza di un vero monitoraggio. I comuni che si trovano più in basso nella graduatoria non è detto quindi che siano senza scuole a rischio,  potrebbero non aver compiuto dei monitoraggi ambientali accurati. Su 89 città capoluogo Salerno è 37° per "rischio" con il punteggio di -9,10. La "peggiore" delle città campane è Caserta con -21,30 all'ottavo posto. Avellino è al 40° posto con -8,20. Le "migliori" campane sono Benevento (50° con -4,38) e Napoli (78° con 1,16).

SCUOLE SUPERIORI - Per quanto riguarda le scuole superiori, di competenza delle province, nel dossier 2012 di Legambiente non sono presenti dati relativi alle scuole della provincia di Salerno in quanto sono 65 gli enti provincia che hanno inviato dati e tra questi non risulta palazzo Sant'Agostino.

SITUAZIONE REGIONALE - In Campania, evidenzia Legambiente nel rapporto, "nessun edificio risulta costruito secondo i criteri della bioedilizia, il 75,66% è posto in aree a rischio idrogeologico elevato, il 74,16% in aeree a rischio vulcanico". Solo il 6,65% degli edifici risulta costruito secondo criteri antisismici, il 27,99% quelli in cui è stata effettuata la verifica di vulnerabilità antisismica a fronte di un 83,33% di edifici posti in aree a rischio sismico. Alto il dato sulla necessità di interventi di manutenzione urgente (51,12%), 35,79% quello medio nazionale, molto basso quello sulla media degli investimenti per la manutenzione straordinaria,quasi l'87% in meno del dato nazionale, e per l'ordinaria, inferiore del 73%. Buoni vengono definiti i dati sulle certificazioni degli edifici, tutti sopra la media nazionale: l'84,99% possiede quello di collaudo statico, l'88,17% di agibilità, il 99,25% la certificazione igienico - sanitaria, il 38,07% di prevenzione incendi, il 91,20% ha gli impianti elettrici a norma. Sotto la media nazionale (82,23%), il dato sugli edifici con i requisiti di accessibilità (63,29%).
 

 

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