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Edilizia scolastica: finanziamenti per Padula e Sanza, la critica di Lombardi

Il presidente dell'associazione dei Costruttori: "Occorrono azioni decisamente più incisive e capillari per mettere davvero in sicurezza le scuole, con programmi che coinvolgano anche capitali privati"

Pubblicato dal MIUR l’elenco dei Comuni beneficiari per gli interventi di edilizia scolastica. Nel Vallo di Diano, in particolare, sono stati finanziati due progetti riguardanti i Comuni di Padula e Sanza. La Giunta Comunale, presieduta dal vicesindaco Giuseppe Comuniello, approvò il progetto esecutivo per la costruzione di una palestra nella scuola elementare in località Cardogna a Padula Scalo, per un importo pari a 427.500 euro. “L’Amministrazione Comunale è particolarmente soddisfatta per questo finanziamento – ha detto il sindaco Paolo Imparato – che anticipa l’inaugurazione a breve dell’asilo nido in località Cardogna”.

Il commento

I Comuni risultano, dunque, beneficiari delle risorse stanziate dalla Legge di bilancio per il 2017 (n. 232 del 2016) destinate ad interventi di adeguamento antisismico delle scuole. Si tratta di 1,058 miliardi di euro che consentono di far partire immediatamente 1.739 interventi in Italia, 82 in Campania. "La nostra Regione – spiega il presidente dell’Associazione dei Costruttori Salernitani, Antonio Lombardi -  è destinataria del 14% delle risorse: 148,7 milioni, che attiveranno interventi in 82 istituti scolastici per l’adeguamento antisismico o, per i casi più critici, la costruzione ex novo degli edifici". Le risorse destinate alla provincia di Salerno ammontano a oltre 35 milioni (€ 35.007.074,69) e consentiranno di avviare 20 interventi.

Le osservazioni di Lombardi

Un segnale indubbiamente importante dopo anni di pressoché totale immobilismo: ma occorre evidenziare che il patrimonio edilizio salernitano consta di 1.591 istituti, molti dei quali, come attestano rilievi e verifiche di organismi terzi, presentano elevati profili di criticità sia relativamente al rischio sismico, sia anche per il dissesto idrogeologico o le eruzioni vulcaniche. Intervenire per la messa in sicurezza sismica di 20 scuole, 6 delle quali peraltro saranno realizzate ex novo, è un segnale sicuramente positivo. Ma ancora decisamente troppo timido: siamo nell’ordine dell’1% e poco più. Occorrono azioni decisamente più incisive e capillari per mettere davvero in sicurezza le scuole, con programmi che coinvolgano anche capitali privati e prevedano un più ampio ed intenso utilizzo delle strutture nella prospettiva anche di un impiego full-time degli edifici con piani di contrasto all’emarginazione, di integrazione, di recupero, di qualificazione, di attività formative integrative, supplementari e di perfezionamento, ma anche attività di svago, intrattenimento, spettacolo. Occorre insomma immaginare scuole sicure, aperte tutto il giorno, che diventino il punto di riferimento per chi le frequenta, ma anche per la collettività tutta in generale.

Il Ministero ha di recente finalmente stilato una Programmazione unica nazionale con un elenco di priorità effettive sulle quali intervenire e un’Anagrafe sullo stato delle scuole. Secondo Lombardi, insomma, "occorre ora che tutti questi dati e tutte queste informazioni si traducano in programmi ed interventi concreti: altrimenti rimarremo sempre, come la storia ci insegna, nel novero delle buone e delle belle intenzioni. Tanto più incresciose quando investono, come nel caso delle scuole, la sicurezza dei nostri giovani, dei nostri bambini e dei nostri ragazzi".
 

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