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Il Cilento perde l'elisoccorso, esplode la polemica: la precisazione della Regione

Una rassicurazione, giunta a distanza di ore, anche dalle critiche sollevate da numerosi sindaci ed esponenti politici di centrodestra

Dopo le indiscrezioni apparse sui quotidiani, che paventavano il trasferimento (dallo scorso 23 gennaio) dell’elicottero del 118 dall’eliporto di Pontecagnano a quello di Napoli, la Regione Campania smentisce tale ipotesi: “Si conferma che l’elicottero del 118 destinato alla copertura delle richieste di pronto intervento per la zona sud della regione, continuerà ad avere come base operativa l’eliporto di Pontecagnano” si legge in una nota diffusa, nel pomeriggio, dagli uffici di Palazzo Santa Lucia. Una rassicurazione, giunta a distanza di ore, anche dalle critiche sollevate da numerosi sindaci ed esponenti politici di centrodestra.  

Le critiche di Lucia Vuolo (Lega):

“La decisione di privare le province di Salerno, Benevento e Avellino del servizio di elisoccorso attivo a Pontecagnano Faiano è la dimostrazione che la sanità campana non ha ancora archiviato l’era del commissariamento. Se questo è il modo di gestire la sanità siamo davvero a un punto di non ritorno. In questo modo si scopre un territorio che conta 1.797.526 di abitanti. Di chi sarà la colpa se ci troveremo davanti a delle tragedie annunciate? Capisco la smania di voler fare campagna elettorale, ma privare tre province di un servizio che era attivo dal 2002 è davvero un record negativo che questa amministrazione regionale aggiunge a quelli già ottenuti in questi mesi”. Una questione su cui la Vuolo si aspetta subito un dietrofront da parte degli organi preposti: “Il diritto alla salute va garantito. Se c’è bisogno di un altro elicottero sulla provincia di Napoli si eliminino gli sprechi che in questi anni la buona politica ha denunciato in Regione e si ripristini subito il servizio sospeso dal 23 gennaio scorso. Non si possono accettare scelte dall’alto, per mere strategie elettorali, che mettono a rischio la vita della gente. In questo modo un cittadino del Cilento, della Costiera amalfitana, della bassa Irpinia o dell’Alto Sannio sono già condannati a morte per un servizio indispensabile che ci dimostra come la Campania non sia uscita dal commissariamento della sanità”.

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