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Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro

“Volontariato a servizio della Pace”: Ernesto Olivero al cine-teatro San Demetrio

Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, è stato protagonista del terzo incontro del percorso di orientamento al volontariato organizzato dalla Parrocchia di San Demetrio Martire in Salerno e dalla Fondazione Rachelina Ambrosini

"Se lasciamo la nostra vita nelle mani di Dio, abbandonandoci alla sua volontà come una vela sul mare fa con il vento, faremo cose grandi. Questo è ovvio: chi apre il cuore a Dio non può che realizzare grandi opere ed è proprio questa ovvietà che dobbiamo recepire". Con queste parole, Ernesto Olivero, fondatore del Sermig - Servizio missionario per i giovani e Arsenale della Pace, ieri ha aperto gli occhi e rispolverato le coscienze della platea ospitata nel cine-teatro San Demetrio, in occasione del terzo incontro del percorso di orientamento al volontariato internazionale e all'esperienza missionaria organizzato dalla Parrocchia di San Demetrio Martire in Salerno e dalla Fondazione Rachelina Ambrosini.

A porgere il suo saluto a Olivero, ospite d'eccezione, anche sua eccellenza, l'arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, monsignor Luigi Moretti: "Persone come Olivero ci consentono di ampliare i nostri orizzonti e di farci protendere verso sogni più grandi", ha osservato. Ed è proprio sulla voglia di sognare che si è soffermato anche Olivero: "I ragazzi devono rinascere insieme a tutti noi, molti hanno perso la voglia di sognare - ha sottolineato il fondatore del Sermig - Solo con l'esempio possiamo crescere tutti insieme, a loro non occorrono sermoni o parole: vogliono i fatti". Ed Olivero, esempio vivente di  come sia possibile e giusto conferire un senso più profondo alla propria vita, seguendo senza remore il volere di Dio, ha offerto validi spunti di riflessione alla platea, raccontando, tra le varie testimonianze, il giorno in cui un 18enne, a Torino, durante un incontro, gli chiese dove andasse a dormire lui dopo, rimarcando come in quella città i posti disponibili per i senzatetto fossero solo 20. Fu allora che, girandosi e rigirandosi nel suo letto, Olivero decise di trascorrere la notte nella stazione di Torino.

Ancora, ha ricordato il momento in cui decise di lasciare il lavoro e vivere della sua pensione per portare avanti il tenace progetto che è giunto nei 5 continenti, portando un sorriso a chi ne ha davvero bisogno. "Se non ricevessimo aiuti, chiuderemmo in tre giorni", ha precisato Olivero, spiegando come nessuno dei suoi volontari vanti uno stipendio. Olivero si è dunque rivolto ai catechisti, invitandoli a reinventarsi "se no tra 20 anni la Chiesa che ancora deve vedere la sua primavera, sparirà", ha aggiunto. Un forte e sentito messaggio di speranza, dunque, è stato lanciato nell'incontro di ieri, moderato da monsignor Mario Salerno, parroco di San Demetrio, e conclusosi con il conferimento  del premio “Angelo della Pace – 2013” della Fondazione Rachelina Ambrosini, presieduta da Tommaso Ferri. Prossimo appuntamento, quindi, venerdì 22 novembre alle ore 19 con “Il servizio missionario nel mondo con la semplicità dei piccoli: la Fondazione Rachelina Ambrosini”.

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