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A Marina d'Arechi

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Esercitazioni Tzunami: volontario della Croce Rossa si ferisce davvero

Il capo della Protezione Civile, Gabrielli: "L'esercitazione sta andando con il solito sale dell'imprevisto perché un figurante si è fatto male veramente e abbiamo avuto qualche minuto di ritardo"

Brutto imprevisto, oggi, a Salerno per la simulazione dei soccorsi durante l'esercitazione organizzata dalla Protezione Civile sui rischi tsunami. Un figurante dello staff della Croce Rossa, infatti, si è ferito davvero, anche se per fortuna in maniera lieve: ha avuto una contusione alla mano. Lo ha reso noto il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli. "L'esercitazione sta andando con il solito sale dell'imprevisto perché un figurante si è fatto male veramente e abbiamo avuto qualche minuto di ritardo - ha spiegato- a dimostrazione che le cose anche simulate si confrontano con la realtà".

La seconda giornata ha previsto che una nave passeggeri colpita dall'onda anomala urtasse contro la banchina del porto di Salerno e lanciasse il suo sos. L'esercitazione che proseguirà fino a domenica, oggi ha quindi visto circa cento passeggeri a bordo del traghetto in difficoltà, feriti e trasbordati al molo Manfredi. Un urto, quello subito dalla nave in seguito all'onda, che ha procurato uno squarcio di circa 45 metri al lato destro che ha, a sua volta, causato la presenza di acqua a bordo. Alle operazioni, dunque, sta assistendo anche il capo della Protezione civile Franco Gabrielli. "L'obiettivo non è quello di dare una rappresentazione più o meno muscolare di una forza che non abbiamo interesse a mostrare. Abbiamo interesse a verificare che il sistema funzioni perché quando ne avremo bisogno sapremo quale è grado e il livello di capacità del sistema di rispondere adeguatamente", ha sottolineato.

"Le esercitazioni servono per testare la capacità di risposta di un sistema e di un meccanismo - ha spiegato - i conti li faremo alla fine. Anche ieri quando sono stato ad Amalfi, la cosa che ho apprezzato di più è che chi stava lavorando si annotava le criticità, perché poi queste sono le cose più importanti di un'esercitazione, non quello di dire siamo stati bravi, è andato tutto a posto". Per Gabrielli, "dobbiamo evidenziare quanto più possibile quello che non va nel sistema perché solo dalla verifica delle criticità possiamo correggerle e rendere il sistema più efficace ed efficiente nel momento in cui effettivamente ne avremo bisogno. I conti poi li faremo alla fine. Al di là della simulazione esiste una tensione a far sì che tutti i meccanismi vengano effettivamente testati perché questo è il nostro obiettivo", ha aggiunto.

"Siamo sempre un po' adusi a piangerci addosso ma in questo settore non siamo proprio gli ultimi - ha aggiunto - Ci fa piacere che altri colleghi di altre nazioni vengano, lo abbiamo sperimentato nella vicenda della Concordia. A noi fa piacere perché diventa un modo per fare squadra però avendo anche l'orgoglio di poter dire che le nostre forze armate, di polizia, i corpi specializzati come i vigili del fuoco dicono la loro e la dicono ad altissimi livelli", ha concluso.
 

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