Estelle - Storia di una principessa e di un suonatore di accordìon

Presentazione del libro di Massimo Piccolo. 13 gennaio 2019 18,30 Eco Bistrot, via Lungomare Colombo 23, Salerno

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

La principessa e futura regina Estelle, figlia del re Gustav IV e Alessaija, sembra aver ereditato dalla madre non solo la straordinaria grazia e bellezza, ma anche una terribile e, forse letale, avversione alla luce del sole. Vinto dalla paura, per l'amore incondizionato che prova per lei, il Re padre trasforma il castello, e l'immenso giardino, in un posto dove il sole non potrà affacciarsi in nessun modo, e, se la figlia sarà costretta a vivere tutta la vita esclusa dal mondo, farà in modo che tutto il mondo possa passare nel suo castello per allietare le continue feste organizzate per la sua bambina. E tutto sembra procedere secondo i suoi piani, fino a quando al castello, in occasione della giostra indetta per dare uno sposo alla sua unica figlia, non capiteranno il principe Ileardo di Hardangerfjord e Juan, un suonatore di accordìon.

La fiaba di Massimo Piccolo, Estelle – Storia di una principessa e di un suonatore di accordìon, parte da una trama intrisa di suggestioni classiche per poi ammantarsi, man mano, di atmostefere sempre più contemporanee, quasi fosse un film della Pixar o Disney, dove la magia e il fantastico diventano il modo migliore per raccontare temi esistenziali affini ad ogni essere umano. Di breve durata ma di grande intensità, la storia di Estelle ha conquistato il cuore di molti lettori. C’è chi l’ha definita come “Anti-Fiaba”, chi come una “storia vera e disperata”, Lavinia Bruno (Capo redattore di La7) ha affermato “Ho affidato a Estelle la sottile speranza di un riscatto ed è stata una vera bomba! Altro che liberazione, la sua è la rivolta dei personaggi prigionieri delle favole.” La scrittura dell’autore napoletano riflette una lingua “curata, ironica e calda” che riesce a “cullare il lettore nella rilassante sensazione che ogni parola, ogni segno di interpunzione, siano messi esattamente dove devono essere.” Attraverso l’influsso di sensibilità quali quelle di Calvino, Marquez e Disney, siamo dinanzi ad una “fiaba moderna e antica nello stesso tempo” capace di raccontare un “qualcosa di nuovo e inatteso, un messaggio che non è mai fuori tempo, quello della capacità di crescere attraverso i sogni, anche quelli che sembrano più irrealizzabili, sfruttando il loro potere catartico e formativo."

Ingresso libero
 

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