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Camorra e usura, nuovi guai per il boss Giovanni Marandino

Nuovo provvedimento della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno nei confronti dell'esponente di spicco di criminalità organizzata della Piana del Sele: le denunce degli imprenditori

Questa mattina gli uomini della Squadra Mobile di Salerno hanno eseguito un nuovo provvedimento cautelare, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Giovanni Marandino, già sottoposto agli arresti domiciliari per reati commessi nei comuni di Agropoli e Capaccio dal 4 dicembre 2013. Determinanti le dichiarazioni rilasciate da alcuni imprenditori della Piana del Sele, i quali hanno avuto il coraggio di denunciare i soprusi, le minacce e anche le richieste estorsive messe in atto nei loro confronti dal boss.

L’inchiesta giudiziaria risale al 25 settembre del 2014 quando furono arrestati una banda composta da sette persone accusate di associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione, usura ed altro, il cui capo era proprio Marandino. Pregiudicato dal curriculum criminale di grande rilievo, nella seconda metà degli anni Settanta, quest'ultimo era un esponente di spicco della “Nuova Camorra Organizzata” facente capo a Raffaele Cutolo, del quale gestì la latitanza fino al maggio del 1979, quando il boss venne catturato ad Albanella.  

La reiterazione dei reati ha portato, quindi, alla misura cautelare scattata nella giornata di oggi. Gli agenti della Squadra Mobile, inoltre,  hanno eseguito diverse perquisizioni nei confronti di altri soggetti che però al momento non risultano indagati.
 

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