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Evasione fiscale Sala Consilina Salerno, sequestri e denunce

Maxi operazione degli uomini della guardia di finanza della tenenza della città del vallo di Diano: otto persone sono indagate per vari reati, sequestrati beni per un valore complessivo di oltre quattro milioni di Euro

E' di otto persone indagate e di un sequestro di beni per un valore complessivo di oltre quattro milioni di Euro il bilancio di un'operazione messa in atto dai militari della tenenza della guardia di finanza di Sala Consilina. Le fiamme gialle sono state coordinate dalla locale procura della Repubblica ed hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca “per equivalente”, nei confronti di un sodalizio criminale operante dal 2008 nel vallo di Diano, riconducibile a due imprenditori, uno di Padula e uno di Teggiano. Otto le persone indagate, tra cui un noto commercialista di Sala Consilina, per associazione a delinquere, ricettazione, riciclaggio, impiego di beni di provenienza illecita, usura, frode fiscale e falso ideologico.

"Le indagini - si legge in una nota della guardia di finanza - hanno consentito di accertare che il titolare di una concessionaria di autoveicoli, approfittando dello stato di necessità finanziaria di alcuni debitori, ne acquisiva i veicoli - auto di lusso e di grossa cilindrata - sottostimandone il valore commerciale, facendosi rilasciare, in garanzia, dalle vittime assegni bancari post-datati che, a scadenza, costringeva a rinnovare maggiorati di interessi usurai. Per giustificare in contabilità tali movimentazioni finanziarie, l’imprenditore induceva, con violenza o minaccia, i malcapitati a firmare falsi contratti d’acquisto di autoveicoli che, successivamente, venivano formalmente acquisiti - con fittizi passaggi di proprietà - nel parco vetture della concessionaria".

La nota prosegue: "Gli ulteriori sviluppi dell’inchiesta, su input della procura di Stendhal (Germania), attraverso rogatoria internazionale, hanno consentito di accertare la provenienza illecita di altre autovetture commercializzate dall’imprenditore, sottratte fraudolentemente ad una concessionaria di autovetture tedesca in fallimento ad opera dell’imprenditore di Teggiano. Quest’ultimo, da tempo domiciliato in Germania, con la complicità del proprio commercialista, aveva, infatti, costituito in Italia dapprima una ditta individuale e, successivamente, una società di capitali fatta appositamente amministrare dal medesimo, prestanome compiacente, per ripulire le autovetture di lusso provenienti dall’espoliazione della società tedesca, affidando la gestione operativa del meccanismo di frode all’imprenditore di Padula, che provvedeva alla commercializzazione sul territorio nazionale".

E ancora: "I successivi accertamenti fiscali hanno messo in luce la natura fittizia della triangolazione commerciale: tali acquisiti in regime intracomunitario, infatti, sono risultati sconosciuti sia al fisco italiano sia a quello tedesco. Entrambi gli imprenditori sono stati denunciati alla procura della Repubblica presso il tribunale di Sala Consilina per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione infedele ed emissione di fatture per operazioni inesistenti".

E' scattato quindi il sequestro per equivalente, in esecuzione di un decreto emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sala Consilina. I finanzieri hanno sequestrato terreni, immobili, conti correnti bancari, azioni ed obbligazioni, 110 autovetture di lusso e di grossa cilindrata, tra cui Porsche, Ferrari e Maserati, 13 motoveicoli, 6 imbarcazioni da diporto, nonché la concessionaria autovetture amministrata dall’imprenditore di Padula, per l’importo complessivo di oltre quattro milioni di Euro.

Sottratti al fisco ricavi per un milione e mezzo di Euro - riferiscono i finanzieri - costi indeducibili per 650mila Euro, evasa IVA per oltre 700mila Euro ed IRAP non assolta per 100mila Euro. Sono state inoltre sottoposte a “sequestro preventivo, riferiscono i finanzieri, ai sensi della legislazione antimafia altre due imbarcazioni da diporto nella diretta disponibilità dell’imprenditore di Padula, del valore di un milione di Euro.

La stessa società gestita dall’imprenditore di Padula, sottoposta a misure di prevenzione, ai sensi del decreto legislativo n. 231/2001, è stata ritenuta responsabile di illecito amministrativo derivante dalla commissione dei reati di riciclaggio e impiego di beni di provenienza illecita.

 

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