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Evasione fiscale, maxi sequestro di beni ad imprenditore e "prestanome" dell’Agro nocerino

Le indagini sono partite a seguito del dissesto e dalla conseguente dichiarazione di fallimento della società coinvolta poi revocato dalla Corte d'Appello di Salerno

Al termine di indagini svolte dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza presso la Procura della Repubblica e dalla Compagnia Guardia di Finanza di Nocera Inferiore, coordinate dal sostituto procuratore Angelo Rubano, è stata accertata la commissione di reati tributari da parte di un noto imprenditore dell’agro nocerino-sarnese che opera nel settore della distribuzione di generi alimentari e prodotti per la casa, il quale si avvaleva anche dell’apporto di un prestanome.

L’inchiesta

Le indagini sono partite a seguito del dissesto e dalla conseguente dichiarazione di fallimento della società coinvolta - poi revocato dalla Corte di Appello di Salerno a seguito d’impugnazione - situazione nell’ambito della quale si era registrato un fittizio trasferimento di disponibilità all’estero, con cessione delle quote societarie ad un soggetto di nazionalità ucraina, trasferimento la cui fittizietà non è stata tuttavia ritenuta adeguatamente dimostrata a giudizio della Corte d’Appello di Salerno che pertanto ne ha revocato il fallimento in precedenza dichiarato dal Tribunale di Nocera Inferiore. Tuttavia, pur essendo venuti meno i reati fallimentari a seguito di tale decisione, sono mese altre irregolarità. Nel corso delle indagini, infatti, è emerso che C.G. e D.F.A., il primo in qualità di socio unico ed amministratore di fatto ed il secondo in qualità di amministratore di diritto della società in esame, per evitare il pagamento delle imposte, effettuavano, attraverso società direttamente ed indirettamente riconducibili a C.G., uno svuotamento della consistenza patrimoniale dell’impresa nel frattempo dichiarata fallita, attraverso il trasferimento di beni aziendali riferiti ai molteplici punti vendita (supermercati). Gli elementi raccolti dagli inquirenti hanno comprovato la mancata esibizione delle scritture fiscali della società facendo perfezionare, oltre alla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, il reato di occultamento/distruzione di documenti contabili. Si è inoltre accertato che C.G. è attualmente amministratore di un’altra società – già titolare di un’ingente esposizione nei confronti dell’Erario – il cui punto vendita è gestito da un pluripregiudicato per associazione di stampo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Su queste basi la Procura ha richiesto ed ottenuto l’emissione dell’ordinanza cautelare eseguita, con la quale sono state applicate nei confronti degli indagati misure coercitive (obbligo di dimora nel comune di residenza) ed interdittive (divieto di esercitare imprese commerciali e di ricoprire cariche sociali per 8 mesi) ed è stato disposto il sequestro, sia in forma diretta che per equivalente, della somma complessiva di 3.452.103,25 euro.

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