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Giovanni Giudice

Giovanni Giudice

Game over per il pastificio Amato, no al concordato preventivo

Dichiarato, questa mattina, il fallimento dello storico pastificio salernitano Antonio Amato. Vanificate le speranze di ripresa dei centocinquanta dipendenti

Svanita ogni speranza di ripresa per il pastificio Antonio Amato. E' stato dichiarato questa mattina, infatti, il fallimento dello storica azienda salernitana, dalla quarta sezione del tribunale civile di Salerno. Bocciata la proposta di un rientro graduale dei debiti che l'azienda aveva accumulato nei confronti di banche e fornitori negli ultimi anni.

Sfumato, insieme all'ipotesi del concordato preventivo, quindi, anche il rilancio sul mercato della pasta Amato, immaginato dall'imprenditore siciliano Giovanni Giudice. A seguito dello scioglimento dell'azienda avvenuto il 21 gennaio di quest'anno, il pastificio è stato, infatti, concesso in fitto a  Giudice che aveva restituito speranze ai lavoratori. Ma le attese sono state tradite.

Non sono esclusi, ad ogni modo, risvolti di natura penale sulla vicenda: la bocciatura  dell'ipotesi del concordato preventivo sembra sia da additare ad alcuni beni inizialmente inseriti e successivamente esclusi. Si vocifera vi siano già indagini in corso per far luce su eventuali reati commessi nella gestione finanziaria del pastificio. Addio, dunque, al brand che, conquistando i palati di tutto il mondo, lascia alle sue spalle oltre mezzo secolo di storia, conquistato con il sudore della fronte e la straordinaria passione del cavalier Giuseppe Amato.

 

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