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Fase 2, produzione mascherine nelle carceri: coinvolta anche Salerno

La produzione servirà a soddisfare prioritariamente il fabbisogno di dispositivi protettivi in dotazione al personale che opera negli istituti penitenziari su tutto il territorio nazionale

Ottocentomila mascherine protettive al giorno, tre stabilimenti produttivi in altrettante sedi penitenziarie (Milano Bollate, Salerno e Roma Polo Rebibbia-Sadav), 320 detenuti al lavoro, 8 macchinari tecnologicamente avanzati. Sono i numeri dell'accordo di collaborazione per la produzione industriale di mascherine protettive sottoscritto, a Roma, dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e dal commissario straordinario di governo per l'emergenza Covid-19 Domenico Arcuri.

Il progetto

La produzione servirà a soddisfare prioritariamente il fabbisogno di dispositivi protettivi in dotazione al personale che opera negli istituti penitenziari su tutto il territorio nazionale e ai detenuti in base alle indicazioni delle autorità sanitarie. Inoltre consentirà di mettere a disposizione della Protezione Civile l'abbondante parte residua, per essere distribuita alle altre amministrazioni impegnate a fronteggiare l'emergenza sanitaria. Le prime due macchine acquistate in Cina dalla struttura del commissario straordinario e concesse a titolo gratuito all'Amministrazione penitenziaria sono già nella casa circondariale di Milano Bollate. Oggi, alle 15, saranno presentate alla stampa dal capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, Bernardo Petralia, e dal responsabile del team 'Riconversione Incentivi' del commissario per l'emergenza Covid-19, Ernesto Somma.

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