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"Ferrari" e "Panettone": ecco come si vendeva la droga nell'Agro nocerino

Intercettazioni e pedinamenti, insieme agli interrogatori di diversi assuntori, all'origine del blitz dei carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore. Per evitare arresti si usava linguaggio in codice o, addirittura, si ingoiava la droga

La droga diventava "fiale", "bacio perugina","panettone","spumante", "Ferrari", Lamborghini" e "completini verdi". Questo il messaggio in codice utilizzato dai 14 indagati arrestati nella giornata di ieri, a seguito di un blitz condotto dai carabinieri della sezione operativa del reparto territoriale di Nocera Inferiore. Il linguaggio criptato serviva ad eludere i controlli dei militari, che hanno identificato molte persone accomunate dal fatto di non avere alcun precedente penale. Fondamentale, a riguardo, oltre alle intercettazioni telefoniche, le confessione di alcuni degli assuntori che beneficiavano di cocaina, crack o erba. Gli scambi di soldi e droga avveniva attraverso appuntamenti telefonici o per strada, di notte in particolare, presso bar o in luoghi apparentemente tranquilli. I luoghi: Angri, Sant'Egidio del Monte Albino,Corbara e Pagani. Chi non pagava, rischiava qualche volta anche una minaccia di morte. Come quelle fatte da Andrea Pepe, 23enne ristretto ai domiciliari, che ad un assuntore - sentito a sommarie informazioni - dirà: "Te lo dico già, tra mezz'ora se non ci vediamo, sei morto! Ciao!". Questo dopo che l'altro gli aveva spiegato di avere problemi: "Vedi che non sono riuscito a fare, sto aspettando a uno che doveva venire". Un altro assuntore, invece, fu beccato dai carabinieri mentre ingoiava della cocaina. Circostanza, questa, che si ripeterà più volte per evitare denunce o arresti in flagranza dai carabinieri. Dagli ascolti di intercettazioni e dai risultati ottenuti dai tanti servizi di appostamento, gli investigatori hanno scoperto che molti si procuravano la droga nel comune di Pagani - al centro precisamente ma anche nelle palazzine del "Bronx" - di nuovo territorio di riferimento per l'acquisto di stupefacenti.  

In alcuni casi, chi comprava la droga esternava tutta la sua preoccupazione al telefono. Specie quando chi doveva vendergliela, veniva fermato per un controllo: "Come mi ha visto si è fermato lui e quell'altro. Che ci fai qua, gli ho detto sto aspettando che dobbiamo andare a giocare le carte e dobbiamo mangiare. Mi ha fatto la perquisizione ed ha detto tu non me la conti giusta, mi ha fatto abbassare la mutanda"; "Pure il telefono? Le chiamate?"; "L'ha pigliato solo in mano, però non ha visto i nomi non ha visto niente". O come un altro assuntore, che quando saprà dal giovane che doveva vendergli la droga di essere in caserma in quel momento, risponderà: "Cancella le chiamate, cancella, ciao!". Anche nel comune di Sant'Egidio del Monte Albino, tuttavia, l'attività di spaccio risultava fiorente e continua. Lo spiega un altro assuntore: "In paese è risaputo che i predetti (alcuni degli indagati, ndr) hanno allestito una vera e propria piazza di spaccio, non solo di sostanza stupefacente come marijuana ma anche cocaina dasniffo che fumo". 

Nel giustificare le misure cautelari per i 14 indagati, il gip Giovanna Pacifico ha parlato della "gravità obiettiva" che emerge dalle indagini dei carabinieri, con
gli indagati che "malgrado il timore di essere sottoposti a controlli, reiteravano le proprie condotte criminose". Il contesto emerso dall'indagine sarebbe tuttavia
ben più ampio e articolato e non circoscritto solo alle singole cessioni accertate dai carabinieri. In carcere c'è finito Antonio Tortora, 35enne di Pagani. Agli arresti domiciliari invece Andrea Pepe, 23enne di Pagani, Fabio Quattroventi, 25anni di Sant'Egidio, Graziano Petrone, 22 anni di Sant'Egidio, Antonio Califano, 22 anni e Roberto Verlezza, di 24 anni, anche loro di Sant'Egidio. Poi, Sabato Fiamma, 20enne di Angri, Michele Giorgio, 36enne di Pagani, Alfonso Ruocco, 20enne di Corbara, Giuseppina Di Lieto, 20enne di Pagani, Luigi Buontempo, 23 anni di Sant'Egidio e Alfonso Eulogio, 35 anni, di Angri. 
 

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