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Cronaca

Festa del 1 Maggio: i messaggi del sindaco Napoli e del presidente Strianese

Le principali istituzioni salernitane rivolgono il proprio pensiero a tutti i lavoratori e alle lavoratrici del territorio che, nonostante le difficoltà dovute alla crisi sanitaria ed economica, vanno avanti con coraggio

In occasione della Festa del Lavoro (1 Maggio), le principali istituzioni salernitane rivolgono un proprio messaggio a tutti i lavoratori e alle lavoratrici del territorio che, nonostante le difficoltà dovute alla crisi sanitaria ed economica, vanno avanti con coraggio. 

Il messaggio del sindaco Napoli: 

l lavoro è il fondamento della nostra convivenza civile e democratica. I Costituenti lo associarono alla Democrazia ben consapevoli che una donna o un uomo schiavi del bisogno economico non potranno mai esser cittadine e cittadini liberi.Il lavoro è altresì lo strumento con il quale si valorizza il talento individuale mettendolo al servizio delle aspirazioni individuali e della collettività.È impegno quotidiano del Comune di Salerno, unitamente agli enti pubblici alle imprese ed ai lavoratori, promuovere, valorizzare, tutelare il lavoro. Una priorità sociale ed amministrativa, politica ed economica affinché a tutti sia garantito un lavoro onesto, pulito, sicuro.Un pensiero speciale alle vittime del lavoro. La strage delle morti bianche deve esser fermata ad ogni costo. Ed infine un abbraccio a tutte le lavoratrici ed ai lavoratori del Comune di Salerno e delle società ed aziende collegate con tanta gratitudine per il servizio svolto a favore della nostra comunità.

Il messaggio del presidente della Provincia Strianese

Questo 1 maggio 2022 segna un passaggio importante per la nostra ripresa dalla pandemia. Via il green pass per accedere a bar, ristoranti, cinema, teatri, eventi e attività sportive, centri benessere, convegnistica, formazione. Tutte attività lavorative prima ostacolate dai vari obblighi di prevenzione in quanto svolte al chiuso: ora viene tolto l’obbligo di certificazione verde. Solo alcune categorie hanno ancora questo dovere per ragioni di maggiore esposizione. Parlo dei lavoratori del mondo sanitario, delle forze armate, della scuola e università, fra gli altri, ai quali è richiesto ancora un po’ di sacrificio.Sostanzialmente ora veramente possiamo dire che stiamo uscendo dall’emergenza epidemiologica. È stato un grande e importante lavoro di squadra a cui ognuno di noi ha partecipato, ciascuno con le proprie responsabilità. Tutto il mondo del lavoro è stato sconvolto in questi due anni e non mi stancherò mai di ringraziare ed essere grato alle donne e agli uomini che hanno attraversato l’emergenza sanitaria, con grande senso di responsabilità, tenendo in piedi un intero Paese. Penso alle lavoratrici e ai lavoratori, tantissimi in ogni comparto, che con abnegazione e senso di solidarietà non si sono mai fermati. Mi vengono in mente molte professioni diverse fra loro, ma che hanno letteralmente sostenuto le nostre comunità: da una parte il personale sanitario, medici, infermieri, addetti alle pulizie, dall’altra gli operatori della logistica, i rider e i driver che hanno permesso gli approvvigionamenti essenziali e la consegna a casa quando non si poteva uscire. Ma penso anche a tutti gli addetti della distribuzione alimentare e della grande distribuzione, alle forze dell’ordine, agli addetti al settore dei trasporti, ai lavoratori dell’agroalimentare, a tutto il lavoro pubblico, che anche in smart working ha continuato ad assicurare i servizi essenziali, agli insegnanti che con le loro lezioni on line hanno fatto i salti mortali per tenere viva l’attenzione dei loro studenti, senza lasciare nessuno indietro. E ancora moltissimi altri lavori che ci hanno consentito di vivere una vita con una parvenza di normalità. Ovviamente penso anche alle lavoratrici e ai lavoratori che sono stati costretti a fermarsi, a bloccare le loro attività o comunque a rallentare, soffrendo tantissimo, in alcuni casi perdendo il proprio lavoro. Le categorie più colpite sono proprio quelle che da questo 1 maggio possono tornare alla normalità: ristorazione, mondo della cultura e dello spettacolo, del turismo, dello sport e del benessere, commercio e artigianato. Nostro dovere morale e istituzionale ora è dare sostegno al lavoro tutto e soprattutto alle lavoratrici e ai lavoratori, perché il focus centrale sono le persone: che lavorano o che vorrebbero lavorare o che hanno perso il lavoro. O addirittura che hanno perso la vita. Ancora oggi infatti si muore di lavoro. Tra gennaio e marzo 2022 in Italia sono state riscontrate 189 morti bianche, 2,2% in più rispetto allo stesso periodo nel 2021, come emerge dai numeri riportati dall'Inail. E sono proprio le donne che subiscono questo incremento di incidenti mortali sul lavoro. I casi mortali femminili denunciati, sempre secondo l’Inail, sono passati da 14 a 24, mentre l’incidenza maschile scende da 171 a 165. È una strage che dobbiamo assolutamente fermare.  Il lavoro è un diritto, non un pegno da pagare. Proprio la pandemia ci ha dimostrato con crudele evidenza che il profitto non deve essere l’obiettivo principale delle nostre scelte. Sono le persone il nostro centro, gli esseri umani. Lo sviluppo basato sulla finanza e sulla crescente disuguaglianza non è sostenibile né per l’uomo né per la natura. Sui nostri territori ora dobbiamo ripartire da qui, attraverso il sostegno del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che punta allo sviluppo verde e digitale del Paese, con una nuova visione comune in cui il lavoro e le persone sono il centro della nostra attività politica. Ce lo hanno insegnato proprio quelle lavoratrici e quei lavoratori che non si sono mai fermati nonostante tutto o quelli che si sono dovuti fermare per dovere. È questa la politica del servizio, questo deve essere il nostro ruolo di politici se vogliamo veramente cambiare qualcosa. La Provincia di Salerno si muove in questa direzione, vicino alle lavoratrici e ai lavoratori prima di tutto. Buon 1 maggio da parte mia e di tutta l’Amministrazione provinciale. 

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